Roma, a dieci giorni dalla vittoria ecco le prime difficoltà per Roberto Gualtieri: la sua giunta non è ancora completata

Il neo sindaco di Roma, Roberto Gualtieri
Dieci giorni dopo la vittoria delle elezioni Roberto Gualtieri è ancora al lavoro per costruire la sua giunta, che dovrebbe essere presentata all’inizio della prossima settimana, forse mercoledì. Giovedì 4 novembre è in calendario la comunicazione della squadra in Assemblea Capitolina durante la prima seduta dell’aula. Ma la composizione della giunta sarebbe rallentata dalle richieste dei partiti che compongono la coalizione. Gualtieri ha creato uno schema di base: 6 assessori politici e 6 tecnici, metà uomini e metà donne. Sarà donna anche la vice sindaca. L’ex ministro punta ad una squadra dal profilo elevato ma da giorni deve fare i conti con i cortesi “no grazie” di manager di stato e tecnici del settore privato. Ad alcuni tecnici sarebbe apparsa troppo complessa la sfida del rilancio della Capitale, ad altri deficitaria una remunerazione inferiore rispetto a incarichi nel settore privato o nelle grandi aziende statali. Circa 3.500 euro il compenso mensile di un assessore, poco sopra i 5mila per il sindaco. Non a caso il governo nella bozza della manovra ha inserito anche una proposta di equiparazione degli emolumenti per sindaco e assessori dei Comuni Metropolitani con quelli dei governatori regionali. Un tema su cui l’Anci insiste da tempo.
Le caselle più difficili da riempire
Sarebbero bilancio e rifiuti, due deleghe fondamentali, a creare i problemi maggiori. La ricerca di tecnici di valore è in corso da giorni. Per le finanze e le partecipate sarebbe stata vagliata tra gli altri Silvia Scozzese (ha già ricoperto il ruolo), al momento in standby. Per i rifiuti la ricerca sarebbe ancora più complessa. La nomina dell’assessore inoltre dovrà essere seguita a breve dal nuovo management di Ama, con l’amministratore unico Stefano Zaghis in uscita il 14 novembre. Per il ruolo di vice sindaca da giorni si alternano voci che vorrebbero favorita Monica Lucarelli, capolista della Civica e già presidente dei giovani imprenditori cittadini, oppure qualche deputata in uscita dalla Camera. Sinistra Civica Ecologista ha proposto Andrea Catarci, ex minisindaco di Garbatella, magari per una delega sui temi del lavoro e le politiche Ue. Ma in Campidoglio sarebbe più gradita l’opzione Michela Cicculli, attivista di Lucha Y Siesta. Quotata la presenza in giunta di Sabrina Alfonsi, i dem avrebbero chiedesto anche la casella dei trasporti. La lista Civica, con il coordinatore Alessandro Onorato, appare vicina ad in incarico tra Turismo, Commercio o Grandi Eventi. Mentre Roma Futura ambirebbe ad un ruolo o per Giovanni Caudo, già assessore all’Urbanistica. Per la delega è stato fatto anche il nome di Laura Ricci, docente a La Sapienza.
La Cultura riserva dubbi
Da giorni voci parlano di chance per Marino Sinibaldi, profilo autorevole, già direttore di Radio Tre e del Teatro di Roma. Mentre una parte del Pd spingerebbe per un incarico al femminile. Così Miguel Gotor potrebbe diventare un punto di sintesi a sinistra. Mentre Valerio Carocci, animatore della arene estive del Cinema America, ha spiegato che il suo impegno resta quello delle arene e della Sala Troisi. Insomma, la coalizione è in fermento, come le opposizioni. Nella lista di Carlo Calenda la linea più aperta al dialogo con Gualtieri degli eletti di Italia Viva si scontra con il posizionamento all’opposizione del contenitore del leader di Azione, arrivato terzo alle comunali. Mentre nel centrodestra Enrico Michetti dopo la sconfitta contro Gualtieri non ha chiarito se terrà lo scranno da consigliere o lo cederà ad un esponente di FdI. Il partito di Giorgia Meloni – la seconda lista per voti – rivendica la vice presidenza d’Aula o la guida della Commissione Trasparenza, chiesta anche dalla lista Calenda. L’ex sindaca Virginia Raggi, intanto, prepara un suo contenitore, RomaEpolis2030, per aggregare le liste civiche che la hanno sostenuta in un forum di confronto e condivisione.