Novara, sfilata choc dei “no Green pass” vestiti come i deportati di Aschwitz

Hanno sfilato indossando delle pettorine a strisce verticali bianco e grigio, qualcuna con un numero appiccicato. Come le divise fatte di stracci dei lager nazisti, come i prigionieri di Auschwitz. E per rendere ancora meglio l’idea hanno marciato, due a due, aggrappati a una corda inframezzata di nodi che aveva tutta  l’intenzione di richiamare il filo spinato. Sempre evocando i campi di concentramento. Lo riporta il quotidiano ‘La Stampa’ parlando della  provocazione messa in scena dai “No Green pass” a Novara. Ai cartelli  si è aggiunta la “‘marcia forzata’ che ha irritato più di un  passante”. Di sicuro Rossella Bottini Treves, presidente della Comunità ebraica di Novara e Vercelli: “È già successo in altre città italiane, ma queste persone non sanno cosa è stata la Shoah – sottolinea a ‘La  Stampa’ – È pazzesco che si manifesti in questo modo. La storia  bisogna conoscerla e fatti del genere mi lasciano senza parole. Lo  sforzo della nostra Comunità va soprattutto nella direzione della  conoscenza, del sapere. Ovviamente del sapere rivolto a tutti, non solo alle nuove generazione di ebrei”. Di Segni: “Farneticazioni, non libertà di espressione” Davanti a farneticazioni come quelle di Novara non è possibile invocare la libertà d’espressione garantita dalla Costituzione. Paragoni impossibili come quello cui abbiamo assistito costituiscono un assoluto abuso e un’offesa alla Memoria, che non è solo Memoria ebraica ma patrimonio comune di una società e civiltà. Come spesso denunciato in questi mesi e anni, un presidio valoriale sempre più a rischio e il cui persistente oltraggio a rischio mette anche il nostro futuro” commenta Noemi Di Segni, presidente dell’Ucei, unione delle comunità ebraiche italiane. Speranza: “Manifestanti Novara fuori dalla grazia di Dio” “Quello che ho visto a Novara è fuori dalla grazia di Dio”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenuto a ‘Mezz’ora in più’, su RaiTre, riferendosi ai manifestanti contro il Green pass vestiti da deportati nei campi di concentramento. “Nel 13% di chi non si è ancora vaccinato, c’è chi ha paura, non sono tutti no-vax. Il modo migliore per convincerli non è insultarli, ma convincerli con dati scientifici”.