Novara, la Procura apre un fascicolo sul gruppo di dimostranti anti Green pass vestiti come i deportati di Auschwitz

Un fascicolo è stato aperto dalla Procura di Novara sulla manifestazione anti Green pass di sabato scorso, durante la quale un gruppo di dimostranti ha sfilato con divise e pettorine che ricordavano dei deportati. L’iniziativa fa seguito all’invio di un dettagliato rapporto della Questura. Non ci sono comunque ipotesi di reato né iscrizioni nel registro degli indagati. L’idea dei no-green pass di Novara di sfilare travestiti da internati dei lager aveva fatto insorgere l’Unione delle comunità ebraiche italiane per il filo spinato e i cartelli che paragonavano la campagna vaccinale alla tragedia della Shoah.  Le immagini avevano mostrato, infatti, persone in fila, unite da un filo spinato tenuto in mano e con indosso pettorine replica delle divise degli internati nei campi di sterminio nazisti.  In testa al corteo c’era una dipendente dell’ospedale di Novara che poi ha tentato di correre ai ripari. Anche l’Ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri di Novara era intervenuto dopo la manifestazione. “Vorrei cogliere l’occasione per riaffermare che il green pass è un provvedimento di buon senso e che ha permesso che si possano svolgere le più svariate attività economiche”, aveva affermato il presidente dell’Ordine, il Federico D’Andrea. “Lungi da essere una misura liberticida, è una norma che va a tutela di tutti i cittadini”.