Report dell’Istat: cresce l’occupazione nel 2021 (9,2%) ma non ancora ai livelli pre Covid

Sale il tasso di occupazione nel 2021, ma guardando ai numeri pre-pandemia (febbraio 2020), il numero di disoccupati resta per il momento più alto di 300mila unità. È quanto emerge dall’ultima rilevazione sulle forze di lavoro in Italia pubblicata dall’Istat, con dati parziali relativi al mese di settembre 2021. Rispetto a gennaio 2021, a settembre si registra un saldo positivo di poco più di 500mila occupati, dovuto quasi del tutto alla ripresa del lavoro dipendente, in crescita di circa 520mila unità. L’occupazione, fa sapere l’Istat, a settembre è tornata a crescere, come era successo a febbraio e giugno 2021, dopo un calo registrato nei mesi di luglio e agosto. Il numero di persone impiegate a settembre 2021 supera dell’1,2% (273mila unità) quello registrato un anno prima, a settembre 2020. Rispetto a settembre 2020 diminuisce di conseguenza sia il numero di chi è in cerca di lavoro (-9,1%, per un totale di 230mila unità) sia degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, ossia di chi non lavora né è in cerca di un lavoro (-2%, 280mila unità). Entrambe le categorie, sottolinea l’Istat, erano aumentate “in misura eccezionale all’inizio dell’emergenza sanitaria” da Covid-19.