Covid, parla Giorgio Palù (Aifa): “Presto valuteremo l’impiego della pillola contro il virus”

Giorgio Palù, presidente dell'Agenzia Italiana per il Farmaco
Vediamo una crescita nei “Paesi che ci circondano, soprattutto quelli dell’Est; ma consideriamo anche la storia dei virus a diffusione aerea, per i quali questo è il periodo in cui c’è maggior diffusione per questioni fisiche, temperatura e umidità-che rendono il virus più diffusibile per aerosol- e per gli assembramenti che ci sono” spiega il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, Giorgio Palù, a Rainews, a proposito dell’allarme dell’Oms sull’aumento della diffusione del coronavirus in Europa. “Quindi osserviamo con cautela- aggiunge-, ma ricordiamoci che in Italia abbiamo vaccinato l’83% della popolazione sopra i 12 anni”. “La terza dose- spiega Palù- l’abbiamo già approvata come Aifa per i soggetti immunodepressi, oncologici e trapiantati, ma è una terza dose utilizzata a 28 giorni di distanza dalla seconda. Siamo dunque in una fase di attivazione del sistema immunitario. La terza dose ‘booster’ (che in inglese significa ‘moltiplicazione’) serve ad attivare le cellule memoria in modo da avere, insieme agli anticorpi determinati dalle prime due dosi, una persistenza in grado di bloccare l’infezione virale. Quindi la terza dose- continua il presidente Aifa- la consideriamo sulla base degli studi (vedi per esempio Israele), che fanno capire che a 6 mesi c’è un calo fisiologico della risposta, e tenendo presente la variante Delta che un po’ sfugge agli anticorpi. Serve dunque un rinforzo, un boosting della risposta immunitaria”. “Dobbiamo prima coprire la fascia di età dai 60 anni in su- continua il presidente Aifa-, è in questa decade che comincia il vero rischio di contrarre il covid e ammalarsi gravemente. E’ giusto coprire prima i più gracili, tra gli over 80 siamo arrivati a una copertura con la terza dose del 25/26%. L’Ema sta valutando i dati, la Fda (l’agenzia del farmaco Usa, ndr) ha dato un’autorizzazione emergenziale del vaccino Pfizer-BionTech con una nuova formulazione che permette anche una miglior conservazione del vaccino e una concentrazione di Rna messaggero che è un terzo della dose per adulti. Ricordiamo- sottolinea Palù- che proprio in questa fase in base alle curve di incidenza sono proprio i soggetti dai 6 agli 11 anni che si infettano di più. Oltre ai rischi, questi bambini rappresentano anche un serbatoio di trasmissione. L’Ema si esprimerà dopo una attenta valutazione di rischi e dei benefici”.