Roma, ecco le cinque mostre da non perdere nel mese di novembre

Un dipinto di Gustav Klimt
Klimt torna a Roma con la mostra a Palazzo Braschi, allestita fino al 27 marzo 2022. Il progetto espositivo è imponente e ripercorre in 200 opere (di cui 49 di Klimt) tutta la carriera del pittore
“Klimt. La Secessione e l’Italia” a Palazzo Braschi
L’oro e l’uso innovativo del colore, i paesaggi idealizzati nelle forme e nel cromatismo, e poi le regine incontrastate della sua ispirazione, le donne ammalianti, seducenti, languide, protagoniste di alcuni capolavori assoluti, come l’iconica Giuditta I (1901), La sposa (1917-18), dipinto nell’ultima fase creativa, e il celebre Ritratto di Signora (1916-17), trafugato nel 1997 e poi ritrovato nel 2019. Si tratta di un’immersione nell’eredità artistica di uno dei pittori più noti e amati al mondo la grande mostra “Klimt. La Secessione e l’Italia”, in programma a Palazzo Braschi fino al 27 marzo 2022, che segna il ritorno dell’artista austriaco nel nostro Paese e a Roma, dove nel 1911 fu premiato all’Esposizione Internazionale d’Arte. A cura di Franz Smola, curatore del Belvedere Museum, di Sandra Tretter, vicedirettore della Klimt Foundation di Vienna e di Maria Vittoria Marini Clarelli, sovrintendente capitolina ai Beni Culturali, il progetto espositivo è imponente – il costo complessivo per la realizzazione ammonta a 1.7 milioni di euro – e ripercorre in 200 opere (di cui 49 di Klimt) tutta la carriera del pittore, con il duplice obiettivo di sottolinearne il ruolo di cofondatore della Secessione viennese ma anche di indagare la stretta relazione che egli ebbe con l’Italia. Tra dipinti, disegni, manifesti d’epoca e sculture – con prestiti eccezionali come appunto La sposa, che per la prima volta ha abbandonato la Klimt Foundation -, il percorso si articola in 14 sezioni. In chiusura un focus dedicato al Ritratto di Signora e alla sua storia eccezionale: rubato in circostanze misteriose dalla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, è stato poi ritrovato altrettanto misteriosamente nel 2019 nella stessa galleria.
“Orizzonte degli eventi” di Felice Levini
Al Museo Carlo Bilotti la mostra “Orizzonte degli eventi” di Felice Levini, allestita fino al 5 dicembre: un percorso di 40 opere – dalle sculture alle carte, dai dipinti alle ceramiche – attraverso le quali documentare la riflessione di Levini sulla vita, l’umanità e il mondo come materia per l’arte.
Mostra al Parco Archeologico dell’Appia Antica
Al Parco Archeologico dell’Appia Antica (nelle due sedi del Complesso di Capo di Bove e del Mausoleo di Cecilia Metella) è in programma fino al 9 gennaio 2022 “Misurare la Terra. Un’epigrafe napoleonica dai Musei Vaticani al Mausoleo di Cecilia Metella”, a cura di Aura Picchione, Stefano Roascio, Ilaria Sgarbozza: fulcro della mostra, che vuole raccontare il contesto scientifico e culturale romano di fine XVIII e inizio XIX secolo, quando ebbe inizio la redazione delle mappe geografiche di tipo scientifico, è un’epigrafe napoleonica recentemente riscoperta.
“White. Progetto di Barbara Duran”
Si chiude 21 novembre la mostra “White. Progetto di Barbara Duran” ospitata nella Sala Nagasawa dell’Ex Cartiera Latina: attraverso 180 opere circa di cui 122 inedite – oli su tela e su tavola, pigmenti e tecniche miste su carta di riso, acquarelli su carta, punta d’argento su carta preparata a mano, video – il percorso documenta il lavoro dell’artista tra 2016 e il 2021 dedicato alla circolarità del tempo tra passato e presente e a un’idea di sacralità laica
Fotografia, festival esplora libertà in 7 mesi
La riscoperta delle libertà che erano state date per scontate, quelle conquistate o da riconquistare. Roma Fotografia 2021 esplora il significato di Freedom, dopo le restrizioni della pandemia, e riformula l’idea di festival in un percorso che si snoda in sette mese, fino a dicembre 2021. Una vera e propria sfida per il festival, organizzato dall’associazione Roma Fotografia, che tra call internazionali, talk nel suggestivo scenario delle Mura Latine, videoinstallazioni a Palazzo Merulana, workshop e mostre ci fa scoprire molti inediti di Caio Mario Garrubba “FREElance sulla strada” e poi i “Viaggi nel Quotidiano – dal cinema alla realtà 1966-2005” di Pino Settani, oltre alle esposizioni di Luciano Del Castillo con il suo ‘Hotel Habana Libre’ e Umberto Stefanelli con “Il tempo sospeso”.