di Marco Di Marzio
Nella giornata di domenica 3 e lunedì 4 ottobre 2021, le urne delle ultime elezioni amministrative hanno visto trionfare nel Comune di Tolfa Stefania Bentivoglio, prima sindaca donna nella storia della città. Con un’affluenza del 73,7% degli aventi diritto, la candidata, supportata dalla lista di centrodestra “Tolfa scenari futuri”, ha sbancato in tutte e cinque le sezioni presenti sul territorio, ottenendo l’85,99% dei voti (https://baraondanews.it/tolfa-stefania-bentivoglio-e-il-nuovo-sindaco/). Vicesindaco uscente, giovane di 34 anni, subentra a Luigi Landi, primo cittadino arrivato al termine del suo secondo mandato. Un traguardo importante nella vita di questa ragazza, tale da spingere la redazione di Baraondanews ad incontrarla telefonicamente per una breve intervista.
Quali emozioni si provano nell’essere il prima sindaca donna della storia di Tolfa?
“Sicuramente è un’emozione diversa rispetto a tutte le altre vissute nella mia vita. Sono molto soddisfatta e lusingata dal risultato ottenuto, figlio della grande vicinanza dimostrata dalla comunità al quale appartengo”.
Cosa rappresenta per lei Tolfa?
“Lo storico poeta Mignanti Balilla definì Tolfa come “Lo scojo” e per i tolfetani questo è ciò che rappresenta la loro terra caratterizzata dalla rocca. Quando la mattina mi affaccio e vedo la rocca in essa vedo la mia appartenenza. Quindi sono profondamente legata a questa città, qui sono nata e poi cresciuta nel mondo associazionistico locale, come la banda municipale. Nonostante abbia anche studiato e lavorato fuori Tolfa rappresenta dunque il mio punto di ritorno costante”.
Quale il primo provvedimento adottato appena ricevuta l’investitura?
“Il nostro focus è il borgo, noi intendiamo infatti rivisitarlo ed accrescerlo sempre di più. Quindi sicuramente i primi step saranno tutti volti a valorizzare il borgo”.
Quali sono i punti più importanti del suo programma?
“Come pocanzi accennato, il primo punto importante è la centralità del borgo, intesa la parte storica che da Piazza Vecchia sale fino alla rocca, che vogliamo sia un unicum con la direttrice che si direziona verso Via Annibalcaro. Puntiamo infatti a far inserire Tolfa tra i borghi più belli d’Italia. Trattasi di un processo lungo ma che da tempo è già iniziato e sta proseguendo con una serie di interventi riguardanti l’ampliamento delle installazioni, la valorizzazione, il decoro urbano e la fruibilità. Ciò attraverso anche la predisposizione sulla rocca stessa di nuove strutture quali la ferrata e l’organo. Secondo tema centrale è quello riguardante il paesaggio. Proprio nella giornata di venerdì sono stata presente ad un Congresso sui paesaggi storici rurali, dove Tolfa è stata inserita nel dossier nazionale comprendente 27 siti. Il secondo focus riguarderà il settore dell’ambiente con la riscoperta tra cui della fieristica e della manutenzione. Ciò per incrementare un turismo verde ecosostenibile, tale da divenire infine una filosofia di vita e di gestione costante”.
Come giudica nel suo complesso l’esito delle ultime elezioni amministrative?
“La volontà generale e abbastanza uniformata di Tolfa di proseguire su quello che stato fatto. Quindi, una specie di apprezzamento di quello che la città ha portato avanti fino a questo momento”.
Alta affluenza a Tolfa bassa però nel resto d’Italia, come giudica questo aspetto?
“Su questo non mi sento di dare un giudizio preciso poiché non ho in possesso il dato dei piccoli comuni. Ho visto le grandi città attestarsi su percentuali basse di affluenza alle urne. Credo che nei piccoli comuni ci sia un fattore fondamentale quello della conoscenza diretta tra elettore ed eletto, cosa invece difficile nelle grandi città dove vige un discorso maggiormente ancorato al Partito”.
Cosa può portare nel suo bagaglio di vita questa nuova esperienza alla guida della città?
“Tantissimo. Essere la guida di una città è un grande onore, compito e servizio. Il Sindaco è il primo a mettersi al servizio di tutta la cittadinanza. Per ricoprire questo incarico c’è bisogno di imparare quella capacità di mettersi a disposizione, di saper vedere le cose da tanti punti di vista approcciandosi alle cose in modo diverso”.
A chi dedica questa vittoria?
“Naturalmente a tutta la mia città, ma in particolare al mio papà e a mia zia Enrica che mi hanno cresciuta non potendo però poi vedere questo bellissimo momento”.