Glasgow, pubblicata la bozza della Cop26 per ridurre le emissioni di anidride carbonica entro il 2023

E’ stata pubblicata la bozza finale della Cop26, la conferenza Onu sui cambiamenti climatici, che si svolge a Glasgow fino al 12 novembre. Il testo ora dovrà essere esaminato dai governi per le loro osservazioni. Tra gli obiettivi principali la “riduzione di anidride carbonica del 45% entro il 2030, rispetto al livello del 2010, e a zero intorno alla metà del secolo”, al fine di “limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi fino al 2100”. Temperatura globale – La bozza di documento “riafferma l’obiettivo globale di lungo termine di tenere l’aumento della temperatura globale media ben sotto 2 gradi dai livelli preindustriali, e di perseguire gli sforzi per limitare l’aumento di temperatura a 1,5 C dai livelli preindustriali”. Il documento “riconosce che l’impatto del cambiamento climatico sarà molto più basso con un aumento della temperatura a 1,5 C, riconoscendo che questo richiede azioni significative ed efficaci da tutte le parti in questo decennio critico, sulla base della miglior conoscenza scientifica disponibile”. Combustibili fossili – La bozza “invita le parti a considerare ulteriori opportunità di ridurre le emissioni di gas serra che non sono anidride carbonica”, “chiede alle parti di accelerare l’eliminazione del carbone e dei sussidi ai combustibili fossili” e “sottolinea l’importanza critica delle soluzioni basate sulla natura e degli approcci basati sugli ecosistemi, compreso proteggere e ripristinare le foreste, nel ridurre le emissioni e proteggere la biodiversità”. Il documento “accoglie favorevolmente gli impegni accresciuti presi dai Paesi sviluppati” per il fondo di aiuti ai Paesi meno sviluppati previsto dall’Accordo di Parigi, impegni che hanno l’obiettivo “di arrivare al più tardi nel 2023 al target dei 100 miliardi di dollari all’anno”. Viene inoltre sottolineata “la necessità di un aumento del sostegno delle parti ai Paesi in via di sviluppo, oltre l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno”. Quindi “nota con rammarico” che neppure il target dei 100 miliardi all’anno dal 2020 “è stato ancora raggiunto”. La bozza “riconosce l’importante ruolo dei soggetti non statali, compresa la società civile, i popoli indigeni, i giovani e altri soggetti, nel contribuire ai progressi verso l’obiettivo della Convenzione (dell’Onu per i cambiamenti climatici, l’Unfccc, ndr) e gli obiettivi dell’Accordo di Parigi”. La bozza esprime “apprezzamento” per la “Youth4Climate che si è tenuta a Milano a settembre” e “sollecita le parti e i soggetti interessati a garantire significativa partecipazione dei giovani nel processo decisionale” dell’Unfccc e dell’Accordo di Parigi. Quindi “invita le future presidenze delle Cop a organizzare piattaforme di discussione annuali fra le parti e i giovani”. Il documento “sottolinea il ruolo importante che la conoscenza e l’esperienza dei popoli indigeni possono giocare nell’azione efficace sul cambiamento climatico, e sollecita le parti a coinvolgere attivamente i popoli indigeni nell’attuazione dell’azione climatica”. La bozza “incoraggia le parti ad accrescere la piena, significativa ed eguale partecipazione delle donne nell’azione climatica, e a garantire attuazione e mezzi di attuazione rispettosi del genere”.