Sondaggi, secondo Supermedia il Pd conferma il sorpasso su Fratelli d’Italia che precede la Lega e il M5S

Enrico Letta (Pd), Matteo Salvini (Lega) e Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia)
Quando viene rilevato un cambiamento nelle intenzioni di voto, occorre sempre valutarlo la giusta cautela, sempre necessaria quando si ha a che fare con stime probabilistiche. La cosa è tanto più vera quando il cambiamento in questione riguarda un mutamento dei rapporti di forza, nel caso specifico di un sorpasso al vertice per la palma di “primo partito”. Per questo, la Supermedia di oggi è particolarmente importante. Perché, dopo la “clamorosa” notizia della settimana scorsa – il sorpasso del Partito Democratico ai danni di Fratelli d’Italia – i numeri di oggi, per forza di cose più “robusti”, potevano confermare o smentire quella notizia. Ebbene, sulla base delle rilevazioni effettuate da ben 8 istituti demoscopici diversi negli ultimi 15 giorni, oggi possiamo dire che la notizia è confermata, e che il PD nelle ultime settimane è davvero diventato (sia pure, è bene ricordarlo, solo virtualmente) il primo partito del Paese. I democratici si rafforzano passando dal 19,9 al 20,3 per cento, mentre il partito di Giorgia Meloni, per la seconda settimana di fila, è in calo, scendendo sotto il 20%. La Lega conferma il suo momento non al top, fermandosi al 18,6% – a un punto esatto da FDI – mentre il M5S risale leggermente al 16,4%. Alle spalle dei “big four” (racchiusi comunque nello spazio di 4 punti, ampiamente entro il margine d’errore statistico) troviamo come sempre Forza Italia (7,4%) e poi Azione di Carlo Calenda, che pare aver beneficiato della visibilità del suo leader in occasione delle elezioni amministrative a Roma, e risale al 3,8%. Tutti gli altri partiti, a cominciare da Italia Viva di Renzi, sono sotto il 3% – attuale soglia di sbarramento prevista dalla legge elettorale per il Parlamento nazionale. A livello aggregato, è l’intera area di centrodestra ad arretrare notevolmente, mentre il centrosinistra guadagna quasi un punto. Va detto che una buona metà del terreno perso dal centrodestra nelle ultime due settimane (-1,2%) è da attribuirsi alle liste minori dello schieramento conservatore (tra cui Coraggio Italia di Toti e Brugnaro) che nella nostra Supermedia non compaiono – essendo stimate regolarmente sotto l’1% – ma che questa settimana risultano avere un peso ancora più marginale del solito. Come si può evincere dal grafico, raramente da inizio legislatura le componenti progressiste della politica italiana (centrosinistra e sinistra radicale) hanno avuto un consenso così alto. Questo si riflette anche a livello di componenti interne alla variegata maggioranza che sostiene il Governo Draghi, dove i giallo-rossi (PD, M5S, MDP) valgono quasi il 39% dei consensi, mentre il centrodestra “governista” (quindi privo dell’apporto di FDI) si ferma al 27%, quasi 12 punti più sotto. Con gli appuntamenti elettorali ormai ben alle spalle, la politica italiana si ritrova a fare i conti con le urgenze tipiche della fine dell’anno. La Legge di Bilancio, per cominciare, ma anche – visto l’arrivo della stagione fredda – la ripresa della pandemia. Ormai sono sempre più numerosi gli italiani timorosi che sia in arrivo una quarta ondata di Covid-19, un po’ come avvenne l’anno scorso (proprio di questi tempi) sia pure con effetti meno drammatici vista l’ampia platea di italiani che hanno completato il ciclo vaccinale. Secondo le rilevazioni dell’istituto EMG, questo timore accomuna ormai quasi 3 italiani su 4 (73%), in aumento di 9 punti rispetto a due settimane fa. Conseguentemente, aumentano anche gli italiani che si dichiarano disponibili a sottoporsi a una terza dose (la seconda per chi si era vaccinato con Johnson & Johnson), passati dal 65 al 70 per cento nell’ultima settimana.