Vertice di Glasgow Cop26: il risultato sull’ambiente è decisamente “annacquato”

I circa 200 Paesi riuniti alla Cop26 hanno adottato il “Patto di Glasgow” per accelerare la lotta ai cambiamenti climatici e delineare le basi per il suo finanziamento futuro, ma il testo è stato “annacquato” con un compromesso nel passaggio che riguarda la fine del carbone, perché l’India è riuscita a ottenere un cambiamento all’ultimo minuto. L’intervento per chiedere di sostituire nel testo la formula “phase-out”, cioè “eliminazione graduale” del carbone, inserendo l’espressione “phase-down”, cioè “riduzione graduale”. Nonostante le perplessità e le lacrime dello stesso presidente della Cop26, Alok Sharma, la proposta è passata a beneficio del pacchetto complessivo. L’approvazione finale del testo, dopo due settimane di duri negoziati, è stata suggellata con un colpo di martello dal presidente britannico dei negoziati. “Abbiamo mantenuto 1,5 gradi a portata di mano (lo sforzo per mantenere il surriscaldamento climatico entro il limite considerato come massimo per evitare catastrofi,ndr), ma l’impulso e’ debole e sopravvivera’ solo se manterremo i nostri impegni”: lo ha detto il presidente della Cop26, il britannico, Alok Sharma, il quale ha aggiunto che la conclusione del summit rappresenta “una fragile vittoria”. “Abbiamo chiesto alle nazioni di unirsi per il nostro pianeta a Cop26 e hanno risposto a quella chiamata. Voglio ringraziare i leader, i negoziatori e gli attivisti che hanno reso possibile questo patto e il popolo di Glasgow che li ha accolti a braccia aperte”. Lo scrive su twitter il premier inglese Boris Johnson, dopo l’accordo sul clima al Cop26 di Glasgow. Johnson ringrazia il presidente della Cop29 Sharma, che “ha lavorato duramente per unire i paesi”. “C’è ancora molto da fare nei prossimi anni. Ma l’accordo di oggi è un grande passo avanti e, cosa fondamentale, abbiamo il primo accordo internazionale in assoluto per ridurre gradualmente il carbone e una tabella di marcia per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi. Spero che guarderemo indietro alla Cop26 di Glasgow come all’inizio della fine del cambiamento climatico, e continuerò a lavorare instancabilmente verso questo obiettivo”, sottolinea Johnson. L’accordo conferma l’obiettivo di limitare a 1,5 gradi centigradi il riscaldamento globale, rispetto ai livelli pre-industriali, obiettivo per il quale è necessario garantire significative riduzioni delle emissioni globali di gas serra, con emissioni zero entro il 2050. Il documento finale chiede quindi di “accelerare gli sforzi verso la riduzione graduale dell’energia a carbone” e di “eliminare gradualmente” i sussidi ai combustibili fossili, fornendo al contempo un sostegno mirato ai paesi più poveri e vulnerabili, in linea con i contributi nazionali, e riconoscendo “la necessità di sostegno verso una transizione giusta”. Ai paesi che sottoscrivono l’accordo viene chiesto di “rivedere e rafforzare” i loro obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2030 entro la fine del 2022, “tenendo conto delle diverse circostanze nazionali”. E ai paesi ricchi si chiede di “almeno raddoppiare” entro il 2025, rispetto ai livelli del 2019, i finanziamenti per sostenere l’adattamento dei paesi in via di sviluppo. “La Cop26 è finita. Ecco un breve riassunto: Bla, bla, bla. Ma il vero lavoro continua fuori da questi saloni. E noi non ci arrenderemo mai, mai”, ha scritto su Twitter l’attivista svedese Greta Thunberg. Il presidente della conferenza sul clima Cop26, Alok Sharma, aprendo la riunione plenaria, aveva lanciato un appello ai delegati presenti a Glasgow ad accettare la bozza della dichiarazione osservando che è “equilibrata” e che è un passo avanti “per tutti”. “Tutti hanno potuto esprimersi e mi auguro che i miei colleghi apprezzeranno quello che è stato messo sul tavolo”, ha affermato Sharma. “La mia intenzione è che chiudiamo questa Cop oggi pomeriggio”, ha aggiunto, rivolgendosi ai delegati dei Paesi, riuniti oltre la scadenza dei termini dei negoziati per gli ultimi ritocchi alla bozza, la terza, di un accordo per limitare le emissioni di gas a effetto serra e quindi l’aumento delle temperature a 1,5 gradi. “Sappiamo che l’azione collettiva a oggi non ha rispettato le promesse fatte a Parigi, ma questi testi definiscono chiaramente i nostri prossimi passi”. “Avremo successo o falliremo tutti insieme. Abbiamo raggiunto una congiuntura  critica in cui dobbiamo essere insieme e trasformare il nostro duro lavoro in una soluzione di successo”, ha concluso.  Nella bozza finale della conferenza Cop26 “c’è un consenso che è mancato per troppo tempo”, ha detto. “Questo è il momento della verità per il Pianeta, il mondo ci vuole audaci”.