CCR: “Caro Gian Piero, “andremo a vincere” per te”

Qualche anno fa, al Circolo, venne a farci visita un gruppetto di canottieri del Nord. A sorpresa, si presentò anche Gian Piero Galeazzi. Piero, come per sempre lo ricorderemo in Lungotevere Flaminio 39, era incredibile: nonostante i tanti acciacchi, faceva letteralmente carte false pur di tornare al suo Circolo Canottieri Roma e salutare gli amici. Socio-atleta negli anni ’60, socio ordinario più avanti e dal 2008 onorario, non si accontentava infatti delle frequenti telefonate per sapere “Che se dice al Circolo” nonché i progressi dei giovani talenti del Remo giallorosso. Un cordone ombelicale mai reciso. Tornando a quel giorno, Galeazzi si unì alla grigliata che organizzammo a fine mattinata. Nel frattempo, tanti selfie con quei simpatici ospiti, battute, risate. Qualcuno prese un telefono e chiamò un amico a casa, bravissimo nelle imitazioni. Con lo smartphone in vivavoce, l’imitatore propose la sua versione del Galeazzi telecronista olimpico, ma con uno strano accento veneto. Il diretto interessato ascoltava e rideva. Divenne serio solo sul finale, quando interruppe così lo show: “Eh no! Qui devi dire: ‘E andiamo a vincere’!” Caro Gian Piero, noi ci proveremo a vincere. A rispettare quel tuo invito diventato leggendario. Da dopodomani torneremo in barca, sui campi da tennis e da calcio. Torneremo a presentare libri e a organizzare eventi culturali. Lo faremo con quello spirito che tu hai saputo interpretare alla grande. Ma più di qualcuno si fermerà, col groppo in gola. Più di qualcuno penserà all’abbraccio che stamani, idealmente, tutti i tuoi consoci hanno offerto in Campidoglio a Laura, Susanna e Gianluca. Al gonfalone del Circolo e al remo che abbiamo portato. A quel body giallorosso che abbiamo deposto sulla tua bara. Accanto a esso, la maglia biancoceleste della Lazio: fianco a fianco quei colori tanto diversi che però sono entrambi il cielo e il cuore di Roma. Sì, andremo a vincere. Te lo dobbiamo. Anche perché ci ricorderemo sempre di quanto ti inc… avolavi se non portavamo a casa qualche gara importante. E torneremo anche a ridere come ci facevi ridere tu. Come nel giorno del tuo compleanno, nel 2019, uno dei momenti in cui ti abbiamo visto più felice. Vuoi per l’intitolazione del galleggiante a te e a Rino, tuo padre ma anche padre spirituale di tanti altri campioni; vuoi per tutti gli amici che vennero a salutarti. All’arrivo della torta, tu allungasti pure una mano per rubare una fragola. In questi giorni, il Circolo è stato letteralmente invaso da tanti tuoi giovani colleghi che si sono avvicinati con rispetto alla tua storia. Ci hanno fatto un sacco di domande mentre più di qualcuno, tra quei soci del Circolo con qualche capello bianco in più, buttava lì la battuta: “Eh, ma mica si può dire proprio tutto tutto”. Andremo a vincere, sì, e lo faremo per te e con te. Tu sei stato bravissimo a vincere. Ma non soltanto in barca, perché il successo più bello è stato quello di averti conosciuto.