Infanzia, 6 mila bambini a rischio povertà educativa

“La pandemia ha incrementato irritabilità, disturbi del sonno e ansia nel 65% di bambini, contro stress e malessere fondamentali famiglia e scuola”

Seimila bambini e oltre cinquemila genitori raggiunti, 56 nidi d’infanzia e 43 scuole dell’infanzia coinvolte. Sono i numeri di “Family Hub: mondi per crescere” progetto triennale coordinato dal Consorzio Co&So e finanziato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, per promuovere e ampliare l’accesso ai servizi per l’infanzia di bambini e famiglie in situazioni di vulnerabilità sociale ed economica, con una particolare attenzione all’inclusione di famiglie e minori di origine straniera. I risultati sono stati presentati oggi a Firenze durante il seminario conclusivo che si è tenuto all’Istituto Geografico Militare. Il progetto, che è stato avviato nel 2018 in Toscana, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Basilicata, si è articolato in sportelli di ascolto, laboratori in piazza, incontri a sostegno della genitorialità, centri bambini/famiglie, centri estivi, prolungamenti di orari per arricchire i servizi educativi zero-sei. Sono stati attivati anche crowdfunding e interventi volti al sostegno economico. Grazie a queste azioni è stato possibile migliorare lo stato di benessere dei minori, promuovere l’accesso ai servizi educativi, diminuire la percentuale di persone a rischio povertà, costruire risposte individualizzate e flessibili ai bisogni delle famiglie, alleviare il peso economico delle famiglie non ancora in carico alle istituzioni. “Family Hub ha contribuito ad innovare il welfare comunitario, dimostrando ancora una volta quanto il terzo settore sia uno dei protagonisti dell’innovazione sociale. I dati di impatto rilevati ci dicono che attraverso le azioni di progetto e le reti di collaborazione territoriali coinvolte, abbiamo dato vita ad un nuovo modello di potenziamento delle comunità che continuerà a generare opportunità per il benessere dei bambini, delle bambine e delle loro famiglie” ha detto Claudia Calafati, direttrice Area Educazione di Co&So. “Questo progetto ha mostrato la sua capacità di inserirsi bene all’interno delle politiche portate avanti da Regione Toscana per l’educazione della prima e della seconda infanzia” ha commentato Sara Mele, dirigente del settore educazione e istruzione di Regione Toscana. “Ha consentito un’integrazione con le nostre attività sia sotto il profilo della progressiva estensione dell’accoglienza dei bambini presso i nidi d’infanzia, sia per l’attenzione tesa alla continuità educativa tra servizi e famiglie che il progetto tende a rafforzare, anche tramite attività volte a sostenere l’educazione genitoriale.” “Family Hub è un progetto molto utile – ha detto l’assessore a Educazione e Welfare del Comune di Firenze Sara Funaro – perché offre un aiuto concreto ai bambini più piccoli che usufruiscono dei servizi educativi zero-sei e che presentano situazioni di fragilità e vulnerabilità, che la pandemia ha aggravato e amplificato portando anche a un aumento dei casi di abbandono scolastico. Grazie a questo progetto che vede coinvolti il Consorzio Co&So e l’impresa sociale ‘Con i bambini’ studenti e genitori hanno trovato un ulteriore sostegno per l’inclusione e per combattere la povertà educativa, fenomeno purtroppo in crescita, che come amministrazione comunale cerchiamo di contrastare con vari progetti per far sì che i bambini e i ragazzi possano trovarsi nelle condizioni migliori per apprendere e sviluppare le loro capacità”. Il supporto alle famiglie non è mancato neanche durante il lockdown della primavera 2020 quando gli spazi di incontro e di ascolto si sono spostati su social e web, e nei mesi successivi, quando la pandemia ha fatto emergere nuove vulnerabilità. “La pandemia da Covid-19 ha modificato l’ambiente di vita e relazionale dei bambini a molti livelli (familiare, sociale, culturale) con conseguente impatto sul loro benessere fisico e psicologico” ha spiegato nel suo intervento Daniela Lucangeli, professoressa in Psicologia dell’Educazione e dello Sviluppo dell’Università di Padova. “Gli studi condotti finora in Italia hanno dimostrato come l’isolamento a casa abbia favorito l’insorgenza di problematiche comportamentali e un peggioramento di condizioni preesistenti nel 65% di bambini al di sotto dei 6 anni e nel 71% di quelli di età compresa tra i 6 e i 18 anni, con un incremento dell’irritabilità, dei disturbi del sonno e d’ansia. Gli stessi studi hanno inoltre evidenziato il fondamentale ruolo della famiglia e della scuola in quanto risorse indispensabili per limitare il malessere e lo stress generato dalla pandemia”. Il seminario è stato introdotto da  Aldo Fortunati, direttore dell’area Infanzia e Adolescenza dell’Istituto degli Innocenti. Nella parte centrale dell’incontro, moderata da  Antonio Di Pietro, presidente CEMEA Toscana, hanno partecipato Elena Innocenti e Devis Geron della Fondazione E. Zancan,  la dottoressa Nima Sharmahd dell’ Università degli Studi di Firenze – Dipartimento FORLILPSI, e alcune realtà territoriali delle regioni partner che hanno partecipato al progetto.