Si allarga l’inchiesta sui Green Pass falsi

Il green pass
La Procura di Ravenna ha disposto il sequestro di altri cinque Green pass falsi che si aggiungono ai 79 già sequestrati nell’ambito dell’indagine che ha portato all’arresto di un medico vaccinatore 64enne. Secondo due quotidiani locali si tratta di certificati di operatori delle sanità nella città romagnola: un medico del reparto Infettivi dell’ospedale di Ravenna e altri 4 operatori, tra cui 2 infermieri e un’ostetrica di un consultorio. E’ salito a 84 il numero dei falsi Green Pass sequestrati in seguito all’indagine della Squadra Mobile, coordinata della procura di Ravenna, in cui è coinvolto il medico di medicina generale ravennate Mauro Passarini: alcuni dei nuovi falsi Certificati appartengono a operatori sanitari. C’è un medico infettivologo dell’ospedale di Ravenna, un infermiere professionale, un’infermiera dell’Ausl, un’ostetrica di un consultorio e anche un’infermiera della terapia intensiva cardio-vascolare. In totale, sale quindi a 7 il numero dei falsi Certificati Verdi collegati a operatori sanitari: erano già stati individuati un’oculista e una psichiatra. La notizia è riportata dai quotidiani locali, Resto del Carlino e Corriere di Romagna, in edicola quest’oggi 16 novembre. Le importanti novità sono emerse durante l’interrogatorio, durato un paio d’ore, davanti al Giudice per le Indagini Preliminari Corrado Schiaretti. Mauro Passarini, difeso dall’avvocato Benini, deve rispondere dei reati di peculato, falso e corruzione. Durante l’udienza, l’ex medico ha parlato dei 79 Green Pass sequestrati dalla Polizia: ben due terzi sarebbero di persone che si erano recate da lui per ottenere la falsa Certificazione Covid19.  Rispetto invece alla questione “pagamento”, Passarini ha negato di aver percepito del denaro. Ha assicurato che i 1500 euro in contanti, che gli sono stati trovati in tasca, li aveva prelevati dal suo conto corrente, per pagare un corso di meditazione.