Antenna telefonica all’Infernaccio: i cittadini si riuniscono in un comitato

L’antenna telefonica sorta all’Infernaccio non fa dormire sonni tranquilli ai residenti del posto. A denunciare la “nascita” dell’antenna, dal giorno alla notte, probabilmente “a seguito di una sentenza Tar” che “non ha ricevuto, a quanto sembra opposizione in merito, da parte dell’amministrazione Pascucci” erano stati già nei giorni scorsi i consiglieri d’opposizione Salvatore Orsomando e Aldo De Angelis. I fatti risalgono allo scorso 27 ottobre, quando i residenti si sono ritrovati, su un terreno privato, “un’antenna radiobase di telefonia mobile alta 35 metri circa”. Opera “di cui nessuno era a conoscenza e che ha immediatamente destato forte preoccupazione per i possibili effetti sulla salute pubblica e i palesi danni a livello paesaggistico”. E così i cittadini hanno deciso di riunirsi in un Comitato spontaneo per cercare di vederci chiaro. Dagli accertamenti effettuati dal comitato sarebbe emerso che il dialogo tra la compagnia telefonica e il Comune, sarebbe “in itinere dallo scorso anno e che, dopo una lunga serie di botta e risposta negativi sulla localizzazione del sito, l’amministrazione comunale aveva archiviato l’istanza autorizzativa con esito negativo”. Da qui il ricorso al Tar del Lazio da parte della compagnia telefonica con il Comune “che ha scelto di non costituirsi in giudizio, vedendo l’annullamento del proprio provvedimento di archiviazione e incappando inoltre nel pagamento dello spese di giudizio”. E il comitato si chiede “in virtù di quali pareri tecnici è stata eretta quest’opera, ma soprattutto se e chi ha concesso le previste autorizzazioni (anche edilizie)? Come e chi garantisce i residenti dei fondamentali monitoraggi per le esposizioni alle radiazioni elettromagnetiche? Se i proventi di questa operazione vanno ad un privato con quali soldi il Comune di Cerveteri intende attuare le funzioni di vigilanza ed i necessari controlli?”.