Sportello antiviolenza, aumentano le donne che chiedono aiuto

La pandemia ha accentuato le violenze e e molestie contro le donne
Dati preoccupanti quelli raccolti dall’associazione Differenza donna che gestisce lo sportello antiviolenza cittadino: negli ultimi due anni si registra infatti un aumento delle richieste di aiuto. La pandemia ha colpito duramente anche una categoria, troppo spesso sottovalutata, quella delle donne vittime di violenza domestica. Smart working e lockdown hanno, purtroppo, reso un inferno la vita di queste donne. Una lettura che arriva dai dati raccolti dall’associazione Differenza donna.
I NUMERI – Nel 2019 sono state 32 le vittime di violenza che si sono rivolte allo sportello. Ben 41 nel 2020 – il primo lockdown è scattato il 9 marzo di quest’anno – e va considerato che da febbraio a luglio ci sono stati pochissimi accessi, la maggior parte sono concentrati nei restanti mesi dell’anno. Nel 2021, ad oggi, sono state 33 le donne a rivolgersi all’associazione per chiedere aiuto. “L’anno scorso – ha spiegato Cristina Germani dell’associazione Differenza donna – c’è stato un momento in cui abbiamo dovuto cambiare la metodologia, attivando messaggistica Whatsapp che è rimasta operativa”. Infatti lo sportello è rimasto aperto nonostante la pandemia ma, certo, per le donne è stato più difficile raggiungerlo. “C’è stato un momento in cui le donne erano chiuse in casa con il proprio coniuge o compagno – ha continuato Germani – ma attivare Whatsapp le ha aiutate a rimanere in contatto e la modalità è stata apprezzata. Le finalità della nostra associazione non sono cambiate, abbiamo un obiettivo culturale e politico”. Una vittoria parziale, quantomeno un inizio, è l’introduzione del reddito di libertà, una misura di sostegno per le donne che vogliono liberarsi dalla morsa della violenza. Una violenza che può avere mille volti. “Molto spesso – ha sottolineato Germani – si pensa che la violenza sia solo fisica, invece è anche psicologica ed economica. Troppe donne rimangono intrappolate perché prive di una propria fonte di reddito, o per i figli, o per mille altri motivi come la vergogna, il timore di essere loro le “strane”, le “diverse” ma è importante comprendere che la violenza è sempre responsabilità di chi la compie, di chi la agisce e mai della vittima”. L’associazione agisce grazie ad una rete diffusa su tutto il territorio. Qui in particolare grazie alla collaborazione con la Asl Roma 4, con il Pronto soccorso e il suo percorso Codice rosa, e con i Servizi sociali. Temi che, purtroppo, restano sempre attuali soprattutto alla luce dei recenti fatti di cronaca e in vista della giornata internazionale contro la violenza sulle donne che cade il 25 novembre.
CHI CHIAMARE – Il numero di riferimento nazionale è il 1522 per informazioni o richieste di aiuto. Infine, lo sportello di Civitavecchia è reperibile 24 ore su 24 al numero telefonico 3425229259, mentre le operatrici saranno fisicamente presenti presso l’ospedale cittadino il martedì, 12 – 16, e il giovedì dalle 9 alle 13