Usa, Jerome Powell confermato alla presidenza della Federal Reserve

Jerome Powell, confermato per un secondo mandato a capo della Fed
Il capo di Stato americano Joe Biden ha confermato Jerome Powell alla presidenza della Federal Reserve per un secondo mandato. Alla vicepresidenza è stata nominata Lael Brainard, finora governatrice della Banca centrale. “Ho fiducia che l’attenzione di Jerome Powell e Lael Brainard nel tenere l’inflazione bassa e i prezzi stabili”, oltre al loro impegno per la “piena occupazione”, “renderanno la nostra economia più forte che mai”, ha commentato Biden. Il segretario al Tesoro Yellen plaude alla scelta: “sostengo una Fed forte e indipendente”. Festeggia la notizia la Borsa di Wall Street. Jerome Powell fu nominato dal presedente presidente, Donald Trump, che poi lo attaccò in più di una circostanza ma ha ha resistito nonostante le critiche e ha raccolto la sfida di una delle peggiori recessioni della storia degli Stati Uniti. Il presidente democratico ha deciso di rinnovare il mandato del numero uno della Fed nonostante la pressione dell’ala sinistra del partito che avrebbe preferito un candidato più vicino alle proprie posizioni. La nomina deve ancora essere confermata dai senatori. A 68 anni, l’ex banchiere d’investimento, repubblicano moderato, Powell ha notevolmente beneficiato del sostegno di Janet Yellen, suo predecessore e attuale segretario al Tesoro degli Stati Uniti, con cui condivide il desiderio di garantire una  uscita molto lenta dalle politiche monetarie espansive degli ultimi anni e ha più volte puntualizzato che l’aumento dei tassi di interesse deve essere contenuto nonostante le vampate inflazionistiche degli ultimi mesi. Un altro tema che sottolinea la continuità  delle visioni economiche tra Casa Bianca e Fed è il superamento del  tetto all’indebitamento pubblico.  Gli Stati Uniti si troveranno di fronte a una profonda recessione se non sarà alzato il tetto del debito. Lo ha ribadito proprio ieri Janet Yellen, che in precedenza ha identificato nel 15 dicembre la data in cui gli Stati Uniti non saranno più in grado di rispettare i loro obblighi.