Economia, l’ottimismo del ministro Franco: “La crescita acquisita alla fine del terzo trimestre è di +6,1%”

Il ministro dell'Economia, Daniele Franco
“Nella Nadef era indicata una crescita del 6%, ma è probabile che il numero col quale chiuderemo l’anno sia leggermente superiore. La crescita acquisita alla fine del terzo trimestre è di +6,1% ed è probabile che chiuderemo l’anno con un dato di 2-3 decimi superiore a quello indicato nella Nadef”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel corso di un’audizione delle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato sulla manovra.  Possibili risultati migliori delle attese anche sul deficit, ha aggiunto Franco: “Nella Nadef è indicato un 9,4%, ma i saldi di cassa mostrano un andamento migliore e potrebbero consentire di chiudere con una flessione del rapporto debito/Pil un po’ più accentuata”. Se la pandemia non peggiora La Manovra 2022-24 “ha un’intonazione che resterà espansiva finché il Pil e l’occupazione non avranno recuperato non solo la caduta registrata l’anno scorso, ma anche la mancata crescita rispetto al 2019”. “Il nostro obiettivo nell’immediato è recuperare il Pil pre crisi nella prima parte del 2022, possibilmente entro il primo trimestre, sempre che dal lato della pandemia non vi siano dei forti peggioramenti”. “La legge di bilancio prosegue nell’azione di sostegno al sistema produttivo, alle famiglie e lavoratori, guarda più avanti. Vogliamo rafforzare l’azione del Pnrr e gettare le basi di una ripresa economica duratura superiore a quella registrata nell’ultimo quarto di secolo”. “La ripresa dall’occupazione è una delle nostre priorità e uno degli strumenti è agire sugli investimenti pubblici e privati. In aggiunta al Pnrr, con la legge di bilancio prevediamo investimenti per 9 miliardi e mezzo nel triennio. Con la manovra – ha spiegato il ministro – cerchiamo di potenziare il sistema della ricerca in Italia e di provvedere a una riduzione della pressione fiscale. Dunque, si tratta di gestire al meglio la parte finale della recessione avviando un graduale rientro delle misure emergenziali e poi porre le basi per una crescita rafforzata negli anni successivi”, ha affermato Franco. Interventi su taglio tasse La manovra prevede 8 miliardi l’anno per il taglio delle tasse “ed è importante che questi fondi siano usati per sostenere le famiglie e la nostra competitività e che siano coerenti coi principi con la legge delega”. “In questi giorni ci stiamo incontrando – ha ricordato il ministro – per definire una proposta da presentare e che sarà discussa in sede parlamentare”. Le proroghe dei bonus edilizi “costano nei prossimi anni 30 miliardi, di cui 14 per il Superbonus, solo per i condomini 13,2 miliardi, sono cifre molto ampie. Nel 2021 il costo di cassa dei bonus immobiliari è stimato in 11,5 miliardi, discutiamo degli 8 miliardi sul Fisco che sono tanti, ma teniamo conto che i contribuenti si scaricano oltre 11 miliardi di lavori fatti negli anni scorsi; poi ci sono i lavori di quest’anno che costano 25,5 miliardi sugli anni futuri, noi aggiungiamo altri 30 miliardi: sono interventi molto importanti per sostenere il settore costruzioni, ma abbiamo cercato di attenuare in prospettiva l’entità per gli incentivi più ricchi”. Franco, infine, ribadisce che il 110% “elimina il vincolo di prezzo e limita l’incentivo a cercare soluzioni più efficienti, sono interventi unitariamente molto costosi, secondo i dati Enea a fronte di 9,6 miliardi di lavori gli oneri ammontano a 10,5 miliardi, e siamo allo 0,5% del patrimonio immobiliare italiano, sono interventi molto ampi, oltre 100mila euro per ogni abitazione indipendente, e stiamo facendo lo 0,5% del patrimonio, i villini che sono il 7% del totale assorbono il 19% di detrazioni, le case popolari il 5%”.