Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha invitato circa 110 paesi a partecipare a un vertice virtuale per la democrazia: esclusa la Cina

Il presidente Usa, Joe Biden
Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha invitato circa 110 paesi a partecipare a un vertice virtuale per la democrazia. Al centro dei lavori anche la difesa dei diritti umani violati dai regimi autoritari.  Il presidente americano non ne ha fatto segreto fin dal suo arrivo alla Casa Bianca in gennaio: la lotta tra democrazie e “autocrazie”, incarnate ai suoi occhi da Cina e Russia, è al centro della sua politica estera e il “Democracy Summit”, una promessa della sua campagna elettorale che si terrà online il 9 e 10 dicembre prima di un incontro faccia a faccia fra un anno, è uno degli elementi chiave di questa priorità. Secondo l’elenco pubblicato sul sito del Dipartimento di Stato tra gli invitati figurano i principali alleati occidentali degli Stati Uniti, ma anche paesi in cui i diritti umani non sono una priorità come Iraq, India e Pakistan. L’India, spesso indicata come “la più grande democrazia del mondo”, sarà presente nonostante le frequenti critiche al suo primo ministro nazionalista indù Narendra Modi da parte degli attivisti dei diritti umani. Lo farà anche il Pakistan, nonostante i suoi rapporti burrascosi con Washington. La Cina non è invitata, a differenza di Taiwan, decisione che rischia di alimentare le tensioni tra Washington e Pechino e di compromettere le prove di disgelo dopo il summit virtuale tra Joe Biden e Xi Jinping dopo le tensioni che sono divampate nelle ultime settimane sul destino di Taipei.. Gli Stati Uniti non riconoscono Taiwan come un paese indipendente, ma volentieri lo propongono come modello democratico per la Cina, che invece considera l’isola come una delle sue province che dovrà tornare all’ovile. Anche la Turchia, pur alleata di Washington all’interno della Nato, non è tra i paesi partecipanti, così come non sono stati invitati tradizionali alleati arabi degli Stati Uniti – Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Qatar ed Emirati Arabi. Biden ha invece invitato il Brasile, anche se il suo presidente di estrema destra, Jair Bolsonaro, è stato criticato per avere una tendenza autoritaria ed è stato un fermo sostenitore di Donald Trump. In Europa, la Polonia è stata invitata al vertice nonostante le persistenti tensioni con l’Unione europea sulla situazione in materia di diritti umani. L’Ungheria, guidata dal primo ministro nazionalista intransigente Viktor Orban, non è stata invitata. In Africa, la Repubblica Democratica del Congo, il Sudafrica, la Nigeria e il Niger sono compresi tra i paesi della lista.  Il vertice si tiene in un momento in cui i processi democratici hanno fatto passi indietro negli ultimi mesi: Sudan e Birmania sono stati teatro di colpi di stato militari, l’Etiopia è in preda a un conflitto che potrebbe farla “implodere” e l’Afghanistan, dove i talebani hanno ripreso il potere in seguito al ritiro degli Stati Uniti dopo 20 anni di occupazione, guarda a Cina, Iran e Turchia. Gli stessi Stati Uniti sono entrati per la prima volta nella lista delle “democrazie in declino”, principalmente a causa di un deterioramento sotto l’era Trump, secondo un rapporto di riferimento pubblicato dall’organizzazione intergovernativa International IDEA.