Ucraina, massiccia presenza militare russa al confine. Per gli Usa è una cosa “anomala”

La telefonata tra Vladimir Putin e Charles Michel è l’ultimo atto che certifica frizione lungo la linea di contatto, esasperata dalla massiccia presenza di militari al confine tra Russia e Ucraina. In un tweet il presidente del Consiglio europeo scrive: “L’Ue segue da vicino il rafforzamento della presenza militare russa lungo il confine”. La de-escalation è auspicabile, nel frattempo l’ambasciata Usa a Kiev ha emesso un ‘alert’, avvertendo i cittadini statunitensi nel Paese di una “insolita attività militare russa lungo la frontiera con l’Ucraina e nella Crimea occupata”. L’invito è di non recarsi in Crimea e nelle regioni orientali di Donetsk e Luhansk. “Le condizioni di sicurezza lungo il confine potrebbero cambiare con poco o nessun preavviso”, riporta la nota. Mosca ha respinto le preoccupazioni su una possibile invasione, sostenendo si tratti di una reazione all’accresciuta attività Nato. “La Russia ha bisogno di un ulteriore sviluppo delle sue forze armate alla luce della difficile situazione militare e politica nel mondo e dell’incrementata attività della Nato ai suoi confini”, ha dichiarato il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, indicando tra le priorità “aumentare la loro efficacia, mantenere la preparazione al combattimento delle forze nucleari e rafforzando il potenziale delle forze deterrenti non nucleari”.  Anche le guardie di frontiera ucraine, insieme alle forze armate e alla Polizia nazionale, hanno avviato una “operazione speciale” sia alla frontiera con la Bielorussia, nel timore che il regime di Minsk crei una crisi con i migranti come ha fatto con la Polonia, sia a confine con la Crimea. Saranno impiegati “attivamente” anche aerei, droni, e sistemi di sorveglianza, oltre che 8.500 persone in divisa, precisa il vicecomandante delle Guardie di frontiera, Vladimir Nikiforenko. Per gli analisti è la risposta di Kiev a una eventuale operazione di Mosca in Ucraina che interessi anche la Bielorussia. Anche se ufficialmente Kiev si propone di “aumentare la protezione e la difesa della frontiera per prevenire una crisi migratoria e contrastare attività illecite e coordinare la futura risposta a possibili complicazioni della crisi”. Unità di paracadutisti sono stati dislocati nella regione di Mykolayiv, uno degli altri punti di possibile attacco russo. Konstantin Gavrilov, capo della delegazione di Mosca ai negoziati di Vienna sulla sicurezza militare e il controllo degli armamenti, ha parlato di “manovre e provocazioni americane e ucraine nel Mar Nero con lo scopo dividere la Russia dall’Europa con una guerra di dimensioni ridotte”. Dalla presenza militare ai decreti che minano la stabilità nella regione, la Ue ha lanciato un nuovo monito nei confronti di Vladimir Putin. “L’Unione europea deplora il decreto russo firmato dal presidente Putin il 15 novembre sulle regole commerciali semplificate per consentire misure di accesso delle merci da e verso le aree temporaneamente non controllate dal governo delle regioni ucraine di Donetsk e Luhansk. Il decreto mira a separare ulteriormente le aree temporaneamente non controllate dal governo di Donetsk e Luhansk dall’Ucraina, in contraddizione con gli obiettivi degli accordi di Minsk”. Lo comunica il Servizio per l’azione esterna Ue in una nota. “Tali misure unilaterali – si legge – violano la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, anche per quanto riguarda il controllo doganale. Hanno il potenziale per aumentare le tensioni e prolungare lo status quo, ostacolando al contempo il futuro processo di reintegrazione. Chiediamo alla Russia di revocare questa decisione e di interrompere l’adozione di misure unilaterali che provocano solo un ulteriore aggravamento del conflitto nell’Ucraina orientale. L’Unione europea continuerà ad applicare la sua politica di non riconoscimento al riguardo”.