Ciro Grillo e i suoi 3 amici sono stati rinviati a giudizio per lo stupro di gruppo nella villa del padre in Sardegna

Ciro Grillo e i suoi tre amici accusati di violenza sessuale di gruppo
La gup del tribunale di Tempio Pausania (Sassari), Caterina Interlandi, ha rinviato a giudizio Ciro Grillo e i tre amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti una giovane italo-norvegese. La decisione è stata comunicata dal giudice agli avvocati poco dopo le 16. I quattro giovani non erano presenti in aula. Il procuratore Gregorio Capasso ha già annunciato che rappresenterà l’accusa. I quattro accusati avevano a suo tempo comunicato la rinuncia al rito abbreviato. Il presunto stupro di gruppo sarebbe avvenuto nel residence di Beppe Grillo, papà di Ciro, a Cala di Volpe, in Costa Smeralda nel luglio 2019. Il processo verrà celebrato il prossimo 16 marzo. “Nonostante la cassazione ritenga che le dichiarazioni della persona offesa di un delitto di violenza sessuale (dopo la verifica della sua credibilità) costituiscano di per se prova per una condanna – ha sottolinato la legale della vittima, l’avvocato Giulia Bongiorno -, in questo processo ci sono numerosi riscontri e anche le ‘scatole nere’, ovvero tutte le intercettazioni, su cui oggi ho puntato nel mio intervento. Ma non posso aggiungere altro”. L’udienza si è svolta a porte chiuse. Il sostituto procuratore ha risposto ai cronisti confermando che sarà lui a seguire il processo: “Non ci sono altri sostituti esperti al momento in procura e inoltre ho seguito con la collega Laura Bassani anche le indagini di questo caso”. La pm che aveva affiancato Capasso nell’inchiesta sul caso era stata trasferita alla procura dei minori a Sassari. “Condoglianze, avrai lutti in famiglia nel periodo delle Feste”: sono le minacce contenute in una lettera scritta al computer e recapitata a Beppe Grillo. La missiva ha fatto scattare il rafforzamento della sorveglianza domestica a Sant’Ilario, luogo in cui il fondatore del M5s risiede. Polizia e carabinieri hanno quindi aumentato i passaggi e, soprattutto, stazionamenti fuori dalla villa. La notizia, di cui l’Agi ha avuto conferma, è riportata in alcuni quotidiani. L’indagine è in mano alla Digos. A quanto si apprende, non si tratta una vera e propria scorta assegnata a Grillo, ma di un rafforzamento della vigilanza, concordato con la prefettura, e di cui è stata informata la Procura. La magistratura genovese, dal canto suo, sulla vicenda ha aperto un fascicolo per risalire agli autori delle minacce.