Variante Omicron del Covid, oggi vertice del G7. Per l’Oms il livello di rischio è elevato

La sede dell'Oms
La probabilità di una potenziale ulteriore diffusione di Omicron a livello globale è elevata: è quanto osserva l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in una scheda tecnica inviata ai 194 Stati membri. Per l’Oms, dunque, “potrebbero esserci futuri picchi di Covid-19, che potrebbero avere gravi conseguenze, a seconda di una serie di fattori, incluso il luogo in cui potrebbero verificarsi tali picchi”. Il rischio globale complessivo relativo alla nuova variante Omicron è comunque valutato dall’Oms come “molto elevato”. L’Oms, rende noto che “ad oggi non sono stati segnalati decessi legati alla variante di Omicron” e invita ad accelerare la copertura vaccinale anti-Covid “il più rapidamente possibile”, specialmente tra le categorie a rischio. Quanto alla chiusura delle frontiere, invece, invita a “utilizzare un approccio basato sul rischio per adeguare le misure di viaggio internazionali in modo tempestivo. La Gran Bretagna ha convocato per oggi alle 13:30 una riunione urgente dei ministri della Salute del G7 per discutere sugli sviluppi della pandemia legati alla variante Omicron. Tutto il mondo teme l’avanzata della nuova variante, che in pochi giorni dalla sua scoperta in Sudafrica ha già valicato i confini di diversi continenti, dall’Europa all’Oceania. “È una corsa contro il tempo” per capirne di più e adottare le contromisure giuste, sottolinea la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Sulla Omicron gli scienziati lavorano per capire come si sia sviluppata, quanto sia pericolosa e quanto possa aggirare gli attuali vaccini. Per i medici sudafricani, che per primi si sono trovati a studiarla, i sintomi dei contagiati sono “lievi”, ma le sue numerose mutazioni (forse 10, rispetto alle 2 della delta e alle 3 della beta) la rendono un ibrido mai visto prima, e quindi degno della massima attenzione. “Ci vorranno due-tre settimane per avere una visione completa”, ha spiegato Ursula von der Leyen, rinnovando la sfida ad accelerare con “vaccini e terza dose”.