Lupi alla Necropoli della Banditaccia

Fibrillazioni tra alcune doppiette domenica scorsa a Cerveteri. L’avvistamento confermato da alcuni bracchieri impegnati nella guida dei cani addestrati per la cacciarella, rituale ed antica caccia al cinghiale

di Alberto Sava
Pochi giorni fa una famigliola di cinghiali si è spinta fin dentro i viali del pronto soccorso del Policlinico Gemelli e domenica scorsa sono stati visti alcuni lupi tra i tumuli della Necropoli ceretana. Con un brusio veloce, il watshapp dei cacciatori, un messaggio vocale è corso lungo il perimetro circolare dei cento e più cacciatori impegnati, con il capocaccia, nel rito della conta. “Lupi alla Necropoli”, la notizia vola veloce e sale la tensione mentre la brigata della cacciarella si avvia incolonnata lungo i sentieri del monte per raggiungere le singole poste. La presenza dei lupi nel nostro territorio non è un fenomeno nuovo: nell’alto Lazio da sempre ci sono decine di migliaia di cinghiali e da qualche anno sono presenti anche un migliaio di lupi. Ambiente e fauna selvatica trovano ampio spazio sulla rete. In una nota della ‘Lipu Castel di Guido’, leggiamo che “In merito al video, divenuto virale sui social, in cui 5 lupi sono stati ripresi in un’area agricola del Litorale Romano, cerchiamo di fare chiarezza, soprattutto in seguito ai molti commenti e allarme seguiti alla pubblicazione. Una premessa fondamentale è che la fauna selvatica per legge è bene indisponibile dello Stato (Lg 157/92), la fauna selvatica quindi non è di nessuno perché è un bene di tutti. Va da sé quindi che le oasi naturali, come le riserve, i parchi regionali, non sono i detentori, né proprietari di lupi, cinghiali, poiane e testuggini. È altrettanto vero che la stessa fauna, libera di muoversi, scelga di rifugiarsi nelle oasi e nelle riserve dove è protetta e dove gli habitat sono meglio conservati. Detto ciò la presenza del lupo sul Litorale Romano è stabile da ormai alcuni anni. Sicuramente dal 2013 (ma forse anche prima) alcuni individui solitari hanno cominciato a frequentare le aree della Riserva e da quell’anno un monitoraggio della specie viene condotto nell’Oasi Lipu Castel di Guido e dal 2017 la presenza è divenuta stabile con la prima riproduzione accertata e la nascita del primo nucleo familiare (o branco). Negli anni successivi ne abbiamo monitorato l’evoluzione stabile nell’area, e abbiamo accertato anche l’espansione della specie, con nuovi individui che hanno frequentato l’area in periodi diversi. Dallo scorso anno, in un’area alcuni km più a nord rispetto al territorio occupato dal branco storico, abbiamo anche accertato la formazione di un secondo nucleo familiare. Questi due nuclei familiari occupano territori adiacenti, ma distinti. Ricordiamo infatti che ogni nucleo familiare di lupo occupa territori esclusivi con estensioni che variano da 50 a 100 km quadrati. La presenza ormai stabile del lupo nella Riserva del Litorale Romano è un evento molto positivo dal punto di vista ecologico e ambientale. Il lupo infatti è un predatore che svolge un importante ruolo nell’ecosistema. Nella nostra area, ad esempio, notiamo una netta preferenza per la predazione su cinghiali e nutrie, specie considerate dannose per alcune attività umane, prima tra tutte l’agricoltura. La predazione su queste specie rappresenta dunque un enorme servizio che il lupo svolge a “nostro” favore. Ovviamente con il ritorno del lupo però è necessario anche adattarsi a questa nuova presenza, con alcune semplici buone pratiche di comportamento. Prima di tutto degli allevatori, che devono applicare adeguate tecniche di prevenzione per evitare predazioni sul bestiame domestico, ma prima ancora devono evitare in tutti i modi di rendere disponibile scarti organici. Per quanto riguarda la popolazione e tutti coloro che usufruiscono del nostro territorio, il lupo non rappresenta un pericolo per la nostra incolumità. Il lupo teme l’uomo, e il suo principale adattamento per evitare gli incontri con la nostra specie è quello di muoversi prevalentemente di notte. La sua elusività va rispettata e tutelata, è da evitare quindi, per qualunque motivo, l’alimentazione diretta e la messa a disposizione di materiale organico di qualsiasi genere. Quando usciamo a passeggiare con i nostri cani è importante tenerli al guinzaglio. In tal caso anche loro non correranno alcun pericolo. A tal proposito, nel Dicembre scorso abbiamo organizzato un incontro pubblico per parlare dei corretti comportamenti da tenere nelle aree di presenza del lupo. E ripeteremo l’evento anche nel prossimo mese di Febbraio (a breve pubblicheremo le date). Speriamo di vedere ampia partecipazione da parte della cittadinanza e degli organi di informazione locali. Convivere con questa preziosa presenza è possibile, basta volerlo”.