Prosegue il dibattito dopo la rissa tra minori sfociata nell’accoltellamento

Una rissa nata da motivi sentimentali e che ha portato alla corsa in ospedale per due minori, fratello e sorella, uno dei quali ferito con un’arma da taglio. I fatti risalgono a sabato nel tardo pomeriggio. Erano circa le 18 quando a via Palermo, una delle traverse adiacenti il viale Italia, è scoppiata la rissa tra ragazzi. A rimanere ferito a un fianco da un coltellino, un 13enne che sarebbe intervenuto a difesa della sorella più piccola di un anno presa di mira da un altro gruppetto di ragazzini. Le forze dell’ordine hanno identificato 9 minorenni tra cui anche l’autore del ferimento, avvenuto con un coltellino, che è accusato di lesioni aggravate. Sulla vicenda indaga la Procura per i minorenni di Roma. E nel frattempo prosegue il dibattito sociale per quanto avvenuto: “La notizia di un accoltellamento avvenuto tra minori, durante una rissa, nei pressi del Viale Italia, luogo frequentatissimo che avrebbe potuto essere scenario di un dramma ben peggiore di quello che fortunatamente è stato ha suscitato commenti tra i cittadini. La città si è divisa tra colpevolisti dei genitori, accusatori delle istituzioni o coloro che chiamano in causa il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine. Sebbene non si possa escludere nessuna concausa, il ruolo della politica non è quello di entrare nel giudizio morale sull’operato di un genitore, bensì quello di chiedersi se le Istituzioni abbiano fatto abbastanza per supportare famiglie in difficoltà, ragazzi abbandonati a se stessi o per il controllo del territorio. Innegabilmente un accoltellamento tra minori può considerarsi l’acuto di un disagio più subdolo che ha attecchito tra i giovani del nostro territorio, molti dei quali per fortuna reagiscono ben diversamente ma non per questo possono dirsi al centro delle attenzioni della Città. A questi ultimi la politica migliore dovrebbe dare delle risposte fattive e non trincerarsi dietro un banale “interverremo con mano forte” del delegato alla Sicurezza (del giorno dopo). La riflessione politica, quindi, è che ai tanti ragazzi perbene di questa città, il Sindaco Grando non ha riservato alcunché negli ultimi 5 anni: il teatro Massimo Freccia è stato trasformato per pochi spicci in un cinema che ancora non vede la luce, il centro di aggregazione giovanile è stato smantellato, il consiglio comunale giovanile soppresso e la biblioteca comunale ha esteso i suoi orari (come avevamo richiesto) solo per l’intervento di un consigliere di opposizione. E allora chiediamo ai cittadini – senza che questo sia un alibi per nessun delinquente – ai tanti bravi e tranquilli ragazzi della Città cosa ha offerto il Sindaco Grando negli ultimi 5 anni a parte scorrerie di moto d’acqua e ruote panoramiche? Perché Ladispoli non ha un assessore alle politiche giovanili? Perché non c’è un centro di aggregazione giovanile? Per chi fosse curioso di sapere cosa si può fare quando si hanno delle idee e delle capacità di amministrare, consigliamo di visitare il seguente link www.pianorofactory.com… quello che poteva essere il Centro Arte e Cultura di Ladispoli e che purtroppo non sarà più, grazie al Sindaco Grando e a chi ha scientificamente smantellato di anno in anno un progetto importante per i giovani ladispolani. Giovani ladispolani che hanno tremendamente bisogno di una politica che creda in loro e offra una vera partecipazione alla politica e una attenta discussione sulle loro necessità”. Nota congiunta a firma: Italia in Comune Ladispoli, Azione Ladispoli, Italia Viva Ladispoli e PSI Ladispoli.
AGGIORNAMENTO del 25.01.2022 ore 15.56

“Disagio giovanile? Un vero problema sociale”

“La rissa accaduta in pieno centro a Ladispoli ha fatto scaldare anche la politica. Siamo arrivati a fatti di microcriminalità giovanile, i fatti si sono manifestati di pomeriggio ed in pieno centro tra Viale Italia e via Palermo, ora si che c’è da preoccuparsi!  Non bisogna limitarsi a criticare o a slogan elettorali, è giunto il momento di fare di più!” “Personalmente – afferma duramente Ardita – non sono per nulla sorpreso, solo due anni fa in piena pandemia venivo chiamato dai residenti di via duca degli Abruzzi, via Lazio o del Lungomare Regina Elena dove bande di giovani si davano appuntamento. I ragazzi erano tutti senza mascherina, bevevano e in tutta tranquillità la facevano da padroni danneggiando auto o prendendosela con gli stabilimenti balneari limitrofi”. “Nel mio piccolo credo di aver fatto il mio dovere, ho avvisato le autorità e le forze di polizia di questi comportamenti, lasciando senza problemi le mie generalità, devo dire che tempestivamente le forze di polizia sono intervenute” prosegue Ardita. “Così come, diverse famiglie e pendolari mi hanno informato di fatti di violenza, di scippi e di aggressioni avvenute nei pressi della stazione ferroviaria di Ladispoli, disagio più volte anche evidenziato dalla stampa, arrivato al culmine con l’aggressione di un capotreno nel sottopasso”. “Io come sempre non sono rimasto a guardare, ho scritto a RFI chiedendo perché non erano in funzione le telecamere nel sottopasso della stazione, dopo qualche giorno mi sono trovato nella mia posta elettronica una bella risposta, “sig. Ardita delegato dei pendolari del comune di Ladispoli le telecamere di videosorveglianza del sottopasso della Stazione di Ladispoli sono di competenza del Comune di Ladispoli e sono state oscurate durante i lavori della stazione” svela il consigliere. “Considerato che era trascorso più di un anno dalla fine dei lavori della stazione e del sottopasso ho rappresentato il problema al sig. Sindaco Alessandro Grando”. “Allora chiedo, non “per un amico” ma per i cittadini di Ladispoli: sono trascorsi due anni dal fine lavori, un anno da quando ho rappresentato il problema al sindaco Grando, considerato i diversi fatti di crimini accaduti nel sottopasso, il comune ha ripristinato le telecamere di videosorveglianza nel sottopasso della stazione? Sono in funzione le telecamere dalla stazione di Ladispoli al centro della città? Se sono in funzione, qualcuno le controlla? O dobbiamo tutte le volte intervenire dopo che succede un fatto grave per comprendere che è importante la sicurezza e la prevenzione?” “Questo non significa che dobbiamo dare la responsabilità al sindaco per i fatti accaduti con la rissa dello scorso pomeriggio, però se me ne sono accorto io di questi problemi, certo che se me ne sono accorto io che abito a Soriano nel Cimino e lavoro 5 giorni su 5 a Roma, ma chi sta tutto il giorno nel palazzetto comunale non si accorge dei problemi quotidiani della nostra città? È da tempo che insisto nel dire che la politica deve investire sulla cultura, sullo sport, sul sociale, sul mondo del lavoro per far crescere bene i giovani, c’è chi non ascolta e crede che la politica sia solo buttare giù villini ad un piano per tirare su palazzine di tre o quattro piani. Non vi siete mai chiesti se con il Covid sono aumentati i problemi sociali delle famiglie, quanti sono rimasti senza lavoro, quanti senza casa, quanti con lo sfratto esecutivo? l’altro giorno il papà di un noto politico mi ha risposto sui social, “non ti preoccupare presto anche te andrai a dormire nelle panchine della stazione”, devo dire che l’insulto non mi ha toccato, sono e rimango sempre dalla parte degli ultimi e non a chiacchiere o per interesse. Come diceva il grande Totò “i soldi fanno ricchi, ma è il rispetto, l’educazione e l’umiltà che fanno “signore”. Se non ce l’hai, resti sempre e solo un miserabile arricchito”. Mi ha dato più fastidio che mi volesse insultare facendosi beffa di chi dorme per strada e millanta aiuti ai più deboli, caro poco “signore” la solidarietà e le raccolte alimentari si fanno per tutti ed in silenzio e non a favore di telecamera, magari attraverso la Caritas e non inviando pacchi solo a casa delle famiglie di qualche amico per poi aver un riscontro elettorale alle prossime elezioni, poveri sono tutti, anche quelli che non votano o non ti votano, tutti dovrebbero essere aiutati, perché chi ha meno ed è stato meno fortunato nella vita ha bisogno di aiuto non di essere emarginato” conclude il consigliere di Fratelli d’Italia.