Turismo, Pnrr, dad e Elezioni: intervista al segretario del circolo PD, Giuseppe Zito

di Alberto Sava
Sulla costa a nord di Roma, Cerveteri è Ladispoli sono i due Comuni che nel decennio a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 sono stati al centro di una crescita urbanistica intensa e disordinata. e di immigrazioni e cambiamenti sociali notevoli. Per anni Ladispoli fu un hub di transito di nuclei familiari diretti della Russia verso gli Stati Uniti, mentre a Cerveteri arrivarono invece tantissimi nuclei romani che si insediarono, sempre più stabilmente, nella nuove frazioni di Marina di Cerveteri, Valcanneto e nei nuovi quartieri delle aree urbanizzate a sud del vecchio paese. Cinquanta anni dopo, oggi Ladispoli è simile ad un quartiere romano, mentre a Cerveteri la cerniera del cambiamento procede molto lentamente. Le conseguenze maggiori di questo ritardo si riverberano sui cittadini, ai quali ad ogni tornata elettorale vengono proposte sempre le vecchie formule politiche dagli stessi personaggi. Sul piano economico il ricco patrimonio archeologico, ambientale e culturale di Cerveteri dice che qui il turismo potrebbe essere fonte di sviluppo: ma è sempre mancata la volontà politica di dare spazio una linea progettuale di crescita. Il turismo del litorale nord, nelle sue molteplici sfaccettature, è al centro di una recentissima iniziativa di cooperazione tra pubblico e privato, sottoscritta dai Sindaci di molti Comuni dell’Alto Lazio. Noi abbiamo intervistato l’ex vice sindaco, oggi segretario del circolo Pd di Cerveteri, Giuseppe Zito che ha risposte a domande sul turismo nel territorio, il pnrr, la pandemia nelle scuole e le elezioni amministrative della prossima primavera.
Il successo che ha riscosso DMO EtrusKey nel riunire 12 Comuni dell’Etruria meridionale è un segnale nuovo per il territorio?
“Ce lo auguriamo tutti. Ricordo diverse iniziative partite con i migliori auspici e poi naufragate per diversi motivi. Forse oggi c’è la consapevolezza che le risorse del PNRR sono un’occasione irripetibile che va sfruttata e cavalcata con un’organizzazione agile ed efficace. Aggiungerei anche che c’è una proposta di Legge Regionale, presentata dal PD, che mira a un piano straordinario di interventi settoriali e intersettoriali per lo sviluppo economico e la valorizzazione territoriale dell’Etruria meridionale. Potrebbe essere un ulteriore strumento per rendere strutturale questo soggetto e farlo decollare”.
Pandemia e Pnrr, stanno risvegliando le coscienze della politica e degli amministratori locali?
“Credo che nelle difficoltà le persone reagiscono in due modi: unendosi o isolandosi. In questa fase abbiamo visto entrambe le reazioni. Leggendo la brutta pagina che stiamo scrivendo per l’elezione del Presidente della Repubblica direi che non sembra che abbiamo capito la lezione. La politica è troppo spesso incapace di anteporre l’interesse pubblico a quello di parte”.
Questa la linea centrale anche delle campagne elettorali di Cerveteri e Ladispoli: anteporre gli interessi di parte piuttosto che salvaguardare l’unità?
“Questa è una tendenza che, mi permetta di dire, il Berlusconismo ha accentuato caratterizzando gli ultimi 25 anni della politica che non si fonda più sui partiti ma sui leader. Sull’uomo solo al comando. Questa spinta personalistica non ci vuole molto a capire che non porta a niente di buono e che non aiuta a creare progetti di lunga durata. Io credo che a Ladispoli il centrosinistra tutto si debba chiudere dentro una stanza e non uscire finché non ha trovato una soluzione unitaria. Fortunatamente abbiamo lo strumento delle primarie che aiuta a coinvolgere i cittadini nelle scelte politiche. Non ci credo che si possa ripetere lo stesso errore commesso 5 anni fa.”
E nel Centrosinistra a Cerveteri?
“A Cerveteri la situazione è molto differente. Questo è esattamente il problema del centrodestra che dopo oltre 20 anni di sconfitte ancora non riesce neanche a dialogare. Nel centrosinistra il dibattito è molto più vivace ma c’è un forte senso di responsabilità delle persone e maturità delle forze politiche che lo compongono che rende la coalizione stabile e credibile”.
Per anni è stato assessore alla Pubblica Istruzione, come reputa la gestione scolastica della pandemia?
“E’ stata vergognosa. Abbiamo trattato la scuola come l’ultima delle attività produttive e ora stiamo iniziando a vedere i danni provocati. Non alle tasche ma alla psiche. Purtroppo è emersa tutta l’inadeguatezza delle infrastrutture scolastiche, e l’arretratezza sia in termini di attrezzature che di digital divide. Va fatto davvero un plauso a Dirigenti Scolastici e insegnanti che si sono rimboccati le maniche e hanno ancora una volta confermato che questo paese può contare su un sistema di istruzione pubblica di grandissimo spessore”.