Parcheggi frontemare per disabili tra disordine, inciviltà e maleducazione

Quando si ha a che fare con inciviltà e maleducazione per fronteggiare un problema le opzioni purtroppo sono davvero poche. L’ignoranza porta a non comprendere cosa si tenta si spiegare invano a colui che ci si prospetta di fronte con tale atteggiamento arrogante e presuntuoso che talvoolta diventa anche aggressivo e solo per intelligenza dell’altro si evita di arriva alle mani. Una breve premessa sociale-educativa solo per raccontarvi quanto accade, purtroppo frequentemente in questo periodo estivo, presso i parcheggi frontemare riservati alle persone disabili e al carico/scarico merci degli addetti ai lavori degli stabilimenti balneari. Come detto, la calda stagione è ormai iniziata e con lei i problemi legati alle frequentazioni dei luoghi prettamente stagionali. I fatti risalgono solo allo scorso week end quando gli ausiliari del traffico addetti al controllo del parcheggi si sono imbattuti appunto nell’ignorante di turno (per giunta con moglie e figli al seguito). L’uomo, pur non avendone il permesso, pretendeva di parcheggiare nell’area riservata, e quando il ragazzo con il gilet giallo florescente gli ha cercato di spiegare che ciò non era possibile per ovvi motivi, questo ha iniziato ad alzare la voce e ad inveire contro lo sventurato “controllore” rimasto allibito. E’ chiaro, parcheggiare vicino alla spiaggia è molto più comodo rispetto a qualche decina di metri di distanza nei parcheggi prestabiliti e aperti a tutti, ma state pur certi che un disabile sarebbe molto più felice di potervi parcheggiare lui stesso. Quindi la riflessioni che vi invitiamo a fare è la seguente ed è molto semplice: prima di occupare un parcheggio riservato ai disabili no avendone il diritto, provate a pensare che non state facendo una “furbata” (per così dire), ma un vero e proprio atto di inciviltà e di profonda maleducazione sociale. Anni fa proprio con questo giornale lanciammo una campagna che titolava così: “Vuoi il mio parcheggio… prenditi anche il handicap”. Forse dovremmo riproporlo.