Prezzi: report dell’Istat: La spesa per gli alimenti è aumentata del 20% rispetto al 2021

Purtroppo non rappresenta più una novità il forte impatto economico causato prima dalla pandemia, e da qualche mese a questa parte anche dal conflitto tra Russia e Ucraina, sulla quotidianità delle famiglie. L’aumento del costo dell’energia traina l’inflazione con forti conseguenze in numerosi comparti merceologici. Per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari, il dato è confermato dall’Istat: il comparto composto da beni alimentari, prodotti per la cura della persona e della casa registra un aumento del 6,7%. E sono proprio i beni alimentari a spingere sull’acceleratore: secondo l’Istat sono saliti del 7,1% su base annua. Per questo motivo, durante il mese di maggio, Altroconsumo ha realizzato un’indagine, analizzando i prezzi a scaffale di 10 tipologie di prodotti alimentari. Attraverso la rilevazione prezzi fornita da Iri, l’Organizzazione ha monitorato i prezzi – praticati da Ipermercati, Supermercati e Discount – di 8 categorie di prodotti alimentari (olio di semi di girasole, farina 00, pasta, olio extravergine, zucchero, caffè, latte e passata di pomodoro) e di 2 prodotti del settore ortofrutticolo (zucchine e banane), confrontandoli con quelli del mese e dell’anno precedente. I dati rilevati evidenziano come nell’ultimo mese ci sia stata una battuta di arresto nell’aumento del prezzo dei prodotti analizzati, ma che comunque in alcuni casi essi vengano pagati il doppio rispetto a un anno fa. Visti gli aumenti rilevati in questi ultimi mesi, Altroconsumo ha già chiesto all’Antitrust di fare luce su eventuali speculazioni sui prezzi dei prodotti alimentari. Si chiede nel frattempo al Governo di vigilare sull’aumento dei prezzi, e soprattutto di estendere e rendere accessibili a più persone i cosiddetti “buoni spesa”, una misura già esistente, ma al momento limitata solo a nuclei familiari con Isee fino a 12.000 euro. Anche per il mese di maggio, emerge che uno dei prodotti a subire maggiormente le conseguenze dell’inflazione sia l’olio di semi di girasole, il cui prezzo al dettaglio – in Iper, Super e Discount – era aumentato già nei mesi scorsi. Si tratta di incrementi iniziati ben prima del conflitto, e che si sono protratti mese dopo mese per tutto il 2021. Dall’inizio del conflitto, i prezzi hanno continuato ad aumentare a ritmi sostenuti: in un solo mese tra marzo 2022 e aprile 2022 l’aumento è stato del 36%. Nell’ultimo periodo monitorato, a maggio 2022, l’aumento è stato meno consistente ma pur sempre rilevante, pari a +6%. È stato inoltre preso come riferimento il mese di gennaio 2022 per mettere in evidenza gli aumenti successivi al conflitto (e quelli precedenti): tra gennaio 2022 e maggio 2022 l’aumento nel prezzo medio di questo prodotto è stato del 70%. (in quattro mesi). Tra maggio 2021 e gennaio 2022 (in otto mesi) l’aumento era comunque stato rilevante, sebbene decisamente più contenuto: +14%. Tra gennaio 2021 e gennaio 2022, e quindi nei 12 mesi precedenti al conflitto, infine, l’aumento è stato del 30%. Nell’ultimo mese non è stato registrato un aumento del prezzo della farina 00 (-1%), che resta comunque uno dei prodotti che è cresciuto di più su base annua: +33% tra maggio 2021 e maggio 2022. E infatti il prezzo della farina resta ben al di sopra del livello raggiunto durante il primo lockdown a marzo 2020, quando gli scaffali della farina erano vuoti e il lievito introvabile. Il prezzo della farina è iniziato a crescere già prima del conflitto tra Russia e Ucraina, e già dall’estate scorsa i prezzi erano in crescita: tra maggio 2021 e gennaio 2022 (prima del conflitto) i prezzi erano già aumentati del 18% (in otto mesi). Tra gennaio 2022 e maggio 2022 i prezzi sono cresciuti ulteriormente del + 13% (in 4 mesi). A causa dell’innalzamento dei costi della materia prima, il prezzo della pasta di semola ha subito una corsa al rincaro a partire dalla scorsa estate. Anche se con qualche rallentamento, questa corsa è continuata fino ad oggi. A maggio 2021 un chilo di pasta veniva pagato 1,26 euro, oggi in media 1,57 euro: il 25% in più. Nell’ultimo mese il prezzo medio non è cresciuto, ma è troppo presto per dire se il prezzo di questo prodotto abbia invertito la tendenza all’aumento oppure no; è infatti già capitato nei mesi scorsi di riscontrare qualche rallentamento prima di nuovi aumenti. Prendendo come riferimento il mese di gennaio 2022 (prima dell’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina), oggi si registra un aumento del 7% in più, anche se tra gennaio 2022 e maggio 2021 l’aumento era già stato considerevole (+ 16% in 8 mesi).