Crisi di governo, il Pd “punta” agli esponenti “governisti” del M5S

La misura di quanto nel Pd si è convinti che serviranno tutte le ore di qui a mercoledì per capire quali saranno le effettive posizioni in campo, è il messaggino arrivato oggi pomeriggio a deputati e senatori dem. Enrico Letta ha convocato la congiunta dei gruppi martedì sera alle 21 e 30. All’ultimo, prima dello show down in aula con il premier Mario Draghi. Mentre nei 5 Stelle in assemblea permanente volano gli stracci e Lega e Forza Italia fanno un passo avanti verso il voto e uno indietro, la linea dem è quella di continuare, riservatamente, a lavorare per salvare il salvabile. Certo la situazione è quella che è. Andrea Orlando la dice così: “Dopo la discussione dei Cinquestelle, oggi vediamo che anche dalla destra arrivano ostacoli alla ripresa di un ragionamento sulla possibilità di proseguire questa esperienza di unità nazionale”. Parla di “cauto pessimismo” il ministro dem che, pure sempre tra i più dialoganti con i 5 Stelle, parla di “tattica sbagliata e dannosa” dei pentastellati. “Conte ha alzato il sasso e Salvini rischia di prendere l’anguilla: la destra ha approfittato di questa convulsione dei Cinque stelle per aprire la strada alle urne”. Nei gruppi parlamentari si racconta di un lavorio instancabile sui 5 stelle. Tra chi si muove per tenerli dentro e chi per convincere almeno la truppa governista a prendere le distanze dai falchi pronti ad uscire dal governo. “Non hanno ancora deciso ma tra loro ormai è guerra aperta, un Vietnam”, racconta un deputato dem. Un senatore la mette così. “Il quadro che si va componendo è questo: nuova spaccatura del M5S, una minoranza si esprimerà per Draghi – soprattutto deputati ed il ministro D’Inca- e il resto con Conte verso l’appoggio esterno che diventerebbe nel giro di pochi giorni opposizione”. Ma sarà una soluzione accettabile per Draghi? Oggi Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci Pd, tra i sottoscrittori del maxi appello dei primi cittadini a Draghi, pone l’accento non solo sulla tenuta M5S ma anche su quella di Salvini. “Credo che il presidente Draghi stia guardando con grande attenzione agli atteggiamenti della Lega di qui a mercoledì. Non si può pensare di chiudere la partita coi 5 Stelle e poi magari Salvini ne apre un’altra la prossima. Spero che Salvini ascolti i suoi sindaci che hanno firmato l’appello”.