Margherita Cassano è la nuova presidente della Corte di Cassazione

Margherita Cassano è la nuova presidente della Corte di Cassazione. L’ha nominata il plenum del Consiglio superiore della magistratura, presieduto dal capo dello Stato Sergio Mattarella, votando all’unanimità la proposta della commissione per gli incarichi direttivi. E’ la prima volta di una donna alla guida della Suprema Corte. Cassano, attualmente presidente aggiunto, prende il posto di Pietro Curzio, che sta per andare in pensione. “La unanimità dei consensi, espressione dell’apprezzamento del suo valore, rappresenta il riconoscimento dell’autorevolezza della presidente Cassano. Le rivolgo gli auguri più grandi”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ha “un eccellente profilo professionale, nell’arco della sua carriera -ha ricordato il Capo dello Stato- ha svolto funzioni sia requirenti, sia giudicanti, esercitando incarichi direttivi prima nel merito e quindi presso la Corte di Cassazione. In ogni incarico ha mostrato doti e attitudini di elevato livello. Le sue doti di professionalità, riconosciute ovunque e universalmente, trovano ulteriore fondamento nella sua attività di studio e di ricerca, per le quali ha rappresentato un importante punto di riferimento per l’attività formativa promossa oggi dalla Scuola superiore della magistratura”. “Sono certo -ha concluso Mattarella- che il suo contributo sarà prezioso anche per i lavori di questo Consiglio e del suo comitato di presidenza. Ne conosce bene i meccanismi, avendo fatto parte del Consiglio superiore nel periodo tra il ’98 e il 2002”.
Nordio
“Congratulazioni a Margherita Cassano, prima donna ai vertici della Corte di Cassazione. La sua nomina a primo presidente della Suprema Corte è il traguardo di un percorso iniziato 60 anni fa, con l’ingresso delle prime donne in magistratura e rappresenta un ulteriore fondamentale passo in avanti verso l’effettiva parità di genere. La presidente Cassano sarà un punto di riferimento per le giovani che sempre più numerose superano il concorso, per prestare un essenziale servizio alla Repubblica”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Il ministero della Giustizia ricorda alcuni numeri sulla presenza delle donne in magistratura: al 30 giugno 2022 sono 4.952 e rappresentano il 55% del totale. Fu la legge n. 66 del 1963 ad aprire anche alle donne l’ingresso in magistratura, regolamentando l’ammissione a tutte le cariche e agli impieghi pubblici. Nel 1965, entrarono le prime 27 vincitrici di concorso e da allora la percentuale è progressivamente aumentata, anche nei ruoli apicali. Erano 4.854 le donne nel 2019, 4.966 nel 2020 e 5.011 nel 2021.