NETTUNO, 4 LISTE CIVICHE PER LANCIANO “RINASCITA PER NETTUNO”

Intento comune alle quattro liste civiche un “progetto di salute pubblica per la rinascita della città di Nettuno”. In questo senso i consiglieri hanno evidenziato come la loro azione sia sempre stata mirata a denunciare tali meccanismi e a informare i cittadini, gli stessi che vedono e pagano di conseguenza le scelte sbagliate di un’Amministrazione fallimentare. Primo ad intervenire, Carlo Eufemi, si è espresso dichiarando “La maggioranza ha affermato di aver sbagliato tutto negli ultimi anni. In campagna elettorale avevamo definito ’fumo negli occhi’ le promesse di Chiavetta, siamo stati facili profeti anche se non fummo creduti”. Eufemi ha poi proseguito elencando i disagi più evidenti che colpiscono Nettuno: lo spreco di denaro pubblico e la situazione finanziaria disastrosa che non mancherà di assorbire altri debiti fuori bilancio. “Il Comune di Nettuno spende 1700 euro per ogni cittadino, dove sono i servizi?”. La parola è poi passata al Consigliere Turano che, dopo aver condiviso i punti elencati da Eufemi, ha aggiunto ai disastri dell’Amministrazione la questione del cimitero, il cui ampliamento non è stato pianificato per tempo a danno dei cittadini e senza alcun rispetto per i defunti. Il consigliere Turano ha poi parlato della volontà di un patto federativo con tutte le realtà territoriali e i singoli cittadini che vogliano condividere un percorso di rinascita per Nettuno. “Ora non si può fare nulla – ha dichiarato Turano – c’è un motore che non funziona e un pilota inadeguato, bisogna pensare a un modello di sviluppo diverso che metta in risalto i punti di forza della nostra città come il turismo”. A chiudere l’incontro l’intervento del consigliere Flamini: “Faccio parte di una lista civica che sostenne Chiavetta ottenendo anche un generoso riconoscimento. Le scelte dell’Amministrazione però non sono più condivisibili e stanno arrecando alla città danni che ci porteremo dietro per decenni”.”Il nostro obiettivo è quello di vederci come promotori di un progetto e non protagonisti. Dobbiamo sfruttare le potenzialità della nostra città, sostenendo un nuovo modello di sviluppo turistico che ricalchi le esperienze positive di aree come quelle della costa adriatica – ha concluso Flamini – abbiamo il dovere di garantire ai nostri figli un futuro, senza costringerli ad emigrare altrove, e sappiamo che l’unica via possibile è quella di un’analisi propositiva che si faccia forza attraverso contributi di idee ed esperienze che partano dal basso”.