martedì, Aprile 23, 2024

APRILIA, “TUMORI A NORMA DI LEGGE, MIX INQUINANTI E IL CASO APRILIA” NELL’INCONTRO ORGANIZZATO DA APL E NOI CON SALVINI

delle evidenze ormai sempre più disarmanti dell’aumento delle patologie tumorali nel nostro territorio, è arrivata l’ora di dire una volta per tutte le cose come stanno. Sul tema dell’ambiente in tutti questi anni si è fatto in modo da tenere sottaciute le verità poiché non erano comode mentre, la gente si ammalava e purtroppo spesso moriva, ora però che anche i dati dicono ciò che tanti cittadini hanno provato sulla loro pelle e cioè che ad Aprilia esiste un problema legato alla salute, bisogna smetterla di mettere la testa sotto la sabbia ed agire. Non esiste un solo fattore inquinante che causa questa situazione ma un pericolosissimo mix di agenti, che ci ha fatto guadagnare il triste primato su tutto il territorio della provincia di Latina. Ad Aprilia sono presenti sette impianti biogas, due di compostaggio, quattro aziende a “rischio rilevante”, oltre settanta antenne di telefonia mobile, acqua con arsenico, il piombo presente nelle falde acquifere e nei terreni della zona industriale e sulla Nettunense e mai bonificato, la Turbogas e senza dimenticare i rifiuti sotterrati di cui tutti sanno e nessuno parla, negli anni ’80 e ’90 nel nostro territorio, i pm10 e pm2,5. Se ci mettiamo anche il lassismo della politica nel non aver ancora fatto un regolamento comunale sulle emissioni di fumi, e il mancato controllo del territorio in contrasto con la pratica dei roghi tossici, il quadro è a dir poco chiaro. Metteremo in campo ciò che noi vorremmo che la politica facesse e cioè un piano d’azione che in breve tempo inizi a porre rimedio a questa situazione, partendo da una massiccia ed accurata opera di controllo sulle aziende di cui sopra, con l’aiuto degli organi competenti e delle Forze dell’Ordine, al fine di verificare i requisiti di salubrità degli impianti e la correttezza della autorizzazioni necessarie. Ove si riscontrassero anomalie o irregolarità procedere con l’immediata chiusura degli impianti. Un atto politico di blocco per trent’anni di nuove autorizzazioni a costruire nuovi impianti impattanti, sia legati al ciclo dei rifiuti, che alla produzione di energia e quant’altro possa provocare danno alla salute. Creazione di una commissione di vigilanza, composta da medici di famiglia presenti sul territorio e con a capo il Sindaco e con rappresentanze di partiti e associazioni di cittadini. Inoltre, creare una coscienza condivisa sul tema della salute e dell’ambiente, sia nei cittadini che nelle forze politiche, in modo tale che il problema si risolva e non si sposti solo di pochi km rovinando qualche altro territorio magari poco attento agli appetiti degli speculatori. Per i cittadini che intendono saperne di più è attiva anche una pagina Facebook https://www.facebook.com/events/1689048431379318/ relativa all’evento, e sulla quale saranno raccolte anche le storie di sofferenza di molti cittadini colpiti negli affetti da casi di tumore spesso alle vie respiratorie. Dobbiamo partire con un piano di bonifica radicale, ma è necessario avere una classe politica pronta anche ad andare tutti i giorni, se necessario, a bussare alle porte della Regione, del Governo e dell’Europa per pretendere di salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini. Aprilia è stata ed è terra di bonifica ma è arrivato il momento di bonificarla nuovamente”.

Redazione
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