CIVITVECCHIA, INDIVIDUATO IL RESPONSABILE DELL’INCIDENTE MORTALE SU VIA AURELIA

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Civitavecchia erano giunti sul posto poco dopo l’evento e avevano trovato, abbandonato a ridosso della siepe di un villino adiacente la Via Aurelia, sulla corsia di marcia opposta, un SUV Kia Sorento quasi distrutto dall’impatto. Nelle vicinanze ciò che rimaneva di un ciclomotore e i corpi priva di vita dei due giovani. Dalle prime indagini il mezzo è risultato essere intestato a una ditta del Viterbese e dalle prime ricostruzioni, attraverso i rilievi planimetrici e le dichiarazioni rese dall’unica testimone, si è potuto accertare che il conducente del SUV, che procedeva a forte velocità sull’Aurelia in direzione Civitavecchia, giunto al Km 53 circa, aveva iniziato una manovra di sorpasso nei confronti di un’altra autovettura che percorreva la stessa via, invadendo completamente la corsia opposta e impattando frontalmente contro il ciclomotore con a bordo i due ragazzi. A seguito dell’urto il ciclomotore era andato completamente distrutto e i due giovani erano deceduti sul colpo, mentre il Suv aveva terminato la sua corsa a ridosso di una siepe di recinzione di un villino posto a circa 100 metri dal luogo dell’impatto. Da lì, probabilmente, il conducente, dopo essere uscito dall’auto passando dal finestrino, era fuggito a piedi facendo perdere le proprie tracce. Individuato e raggiunto l’uomo presso la sua abitazione, lo stesso ha riferito di essere rientrato a casa intorno alle 21.30 e di aver parcheggiato il mezzo fuori dalla sua abitazione, per poi cenare e andare a letto ed essere svegliato dai militari, ritenendo pertanto che il mezzo gli fosse stato rubato nottetempo da ignoti che poi avevano causato l’incidente. La versione fornita dall’uomo, però, sin da subito non ha convinto i militari, anche per lo stato di alterazione psicofisica in cui versava lo stesso, che aveva un forte alito vinoso, seppure non presentasse nessuna lesione compatibile con un incidente stradale di tale gravità. Il sopralluogo immediatamente eseguito dal personale dell’Aliquota Operativa ha consentito di rinvenire, sul cancello del citato villino, delle tracce di sangue, verosimilmente appartenente al fuggitivo, feritosi nell’impatto o nel tentativo di scavalcare l’alta recinzione della villa per raggiungere la strada e allontanarsi dal luogo . Così le indagini sono proseguite, mentre l’uomo era sotto la custodia dei militari, con acquisizione ed esame delle immagini delle Videocamere di Sorveglianza presenti a Santa Severa ed escussione di testimoni, che hanno dato versioni contrastanti con quella fornita dall’uomo, che sarebbe stato visto fuori dalla sua abitazione ben oltre l’orario da lui fornito. Così i militari hanno provveduto a far sottoporre l’uomo a test alcolemico e di rilevazione di sostanze stupefacenti, riscontrandolo positivo ad entrambi gli esami, e proceduto ad accurato sopralluogo dell’abitazione, nel corso del quale il soggetto, vistosi alle strette, ha confessato di essere il responsabile del sinistro stradale e del conseguente decesso dei due giovani. I Carabinieri infatti, nel corso del sopralluogo, avevano rinvenuto e sequestrato gli indumenti che l’uomo indossava al momento del fatto, intrisi di sangue verosimilmente appartenente alle vittime, circostanza che l’uomo non avrebbe potuto in alcun modo sconfessare. Lo stesso, accompagnato presso la Caserma dei Carabinieri di Santa Severa, ha inteso rendere spontanee dichiarazioni ammettendo pienamente le proprie responsabilità, fornendo importanti dettagli che hanno consentito di ricostruire in maniera più completa la dinamica del sinistro e le sue cause. Il 46enne è stato quindi dichiarato in stato di arresto per i reati di Omicidio Stradale Plurimo Pluriaggravato e Fuga a seguito di Omicidio Stradale, e associato presso la Casa Circondariale di Civitavecchia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nell’udienza svoltasi nel pomeriggio di ieri 29.06 l’arresto è stato convalidato e, come richiesto dal P.M. Dott. Del Giudice, il GIP ha disposto per l’uomo la misura della Custodia Cautelare in carcere.