LADISPOLI, CASO PIAZZA GRANDE, POLITICI E TECNICI IN PROCURA SOTTO ELEZIONI

Per ora sono stati chiamati in causa, per essere ascoltati dal pubblico ministero, elementi della giunta e consiglieri comunali, che avranno modo di chiarire la propria posizione anche istituzionale in merito all’oggetto dell’inchiesta. Sindaco e dirigenti sarebbero chiamati a rispondere per eventuale falso, mentre i politici dovranno dimostrare l’assenza di eventuali distonie nell’esercizio del ruolo istituzionale rispetto alla natura anche privata dell’interesse. Attenderemo l’eventuale richiesta di rinvio per enunciare l’elenco completo nelregistro degli indagati. Emerge inoltre che anche i vertici della società sarebbero stati chiamati in causa per far presenti le proprie memorie e la documentazione inerente il piano integrato in questione, che ha trovato una ferrea opposizione politica alla vigilia della campagna elettorale, arrivando al culmine con un referendum che però, scarsamente partecipato, non ha trovato, come era prevedibile, il quorum. Su circa 8000 residenti del Campo sportivo -Cerreto, votarono solo un ventesimo degli aventi opportunità: su 500 persone vinse il fronte del No, ma l’esito, come previsto dagli stessi comitati, fu sconsacrato. Il Referendum fu definito farlocco dagli stessi cittadini votanti, ma ebbe comunque il ruolo di aprire la breccia (mediatica), e i nemici dell’amministrazione e del progetto hanno avuto modo di ribadire nel tempo la propria posizione di contrarietà. Ora si è attivata La Guardia di Finanza della Compagnia di Ladispoli, intervenuta sulla questione: i militari hanno acquisito poche settimane fa, presso la sede del Palazzotto comunale, numerosi incartamenti inerenti il piano integrato di riqualificazione del Vecchio Campo Marescotti, oggetto di transazione urbanistica dopo il passato iter di trasferimento di proprietà delle superfici del quartiere Campo sportivo, adiacenti il centro e la stazione. Un’area che ad oggiresta da sistemare, ed ormai risulta ad ogni effetto privatizzata: secondo la linea del Comune, non essendoci risorse per la riqualificazione pubblica, l’unica via era quella della concertazione col privato, per non rischiare che lo spazio del vecchio stadio restasse un serpaio in pieno centro , tra quattro mura di filo spinato. Alcune settimane dopo il blitz della GDF in comune, diversi amministratori, e tecnici comunali, erano stati convocati presso la Compagnia di Via Vilnius, caserma costruita sempre in modalità project financing, per fornire la propria versione dei fatti circa l’iter che aveva portato all’approvazione del piano di riqualificazione del Marescotti ad opera della “Piazza Grande”, di concerto col Comune, nonché i rapporti tra attori nel tempo. La Piazza Grande al contempo aveva già ricevuto i permessi tecnici a procedere alla riqualificazione. Gli inquirenti starebbero verificando ora tutte le conformità sotto il profilo anche erariale collegate all’operazione urbanistica, ma ancora non è chiaro se i dubbi siano riconducibili anche alla dinamica di trasferimento delle attività dal vecchio stadio al nuovo (Campi Vaccina), sul quale pende un’ulteriore inchiesta stavolta sull’affidamento dell’appalto e sugli stralci.Il nuovo stadio è stato già affidato alla US ladispoli calcio. Il piano Piazza Grande dovrebbe portare, alla fine della “fiera”, alla vendita complessiva di circa 40 appartamenti in zona stazione, insieme alla realizzazione di un piccolo centro commerciale con negozi, ed un grande parcheggio al servizio dei pendolari e del centro commerciale privato. Il parroco Don Giuseppe, ora trasferito, si espose a favore del progetto e venne attaccato politicamente. Nel pacchetto Piazza Grande c’è anche la realizzazione di un secondo Campo di Calcio per il nuovo stadio di Campi Vaccina, da poco inaugurato dall’assessore Pierini, candidato sindaco, e dall’amministrazione. Sui social network Le forze politiche di opposizione stanno dibattendo tra loro per la rivendicazione dei meriti nell’aver confezionato esposti , denunce e ricorsi per bloccare il progetto. Operazione urbanistica che in campagna elettorale potrebbe essere interpretata non solo negativamente, ma come un risultato raggiunto dall’amministrazione in termini di sistemazione, ottimizzazione e messa in sicurezza dell’area. C’è da constatatare che l’operazione di cambio di destinazione, ha le sue radici decisamente più indietro nel tempo, e che ora, chiaramente, la questione dell’unico project urbanistico effettivamente approvato nel mandato Paliotta, assume inevitabilmente una fisionomia politica in un quadro di inchieste giudiziarie in piena campagna elettorale che coinvolgono trasversalmente l’amministrazione uscente ed una eventuale coalizione. Alla Procura il compito di stabilire la conformità dell’operazione, attraverso i propri strumenti legali ed informativi.