ROMA, MISURE CAUTELARI PER 13 ULTRAS ROMANISTI DOPO LE AGGRESSIONI DELLO SCORO DERBY

Dopo aver effettuato dei sopralluoghi sul posto per studiare le modalità di attacco il gruppo ha poi sferrato l’attacco alle spalle delle vittime impedendo, in questo modo, che potessero difendersi. A quanto emerso sarebbe stata la maglia della Lazio indossata da uno dei turisti svedesi a scatenare la violenza gratuita. Lo stesso cittadino svedese è stato ferito inoltre da un fendente al gluteo per il quale è stata necessaria una prognosi di dieci giorni. La violenza degli ultras è sfociata anche nel danneggiamento delle suppellettili del pub, cosi come di alcuni veicoli che si trovavano in sosta nelle vicinanze. Ad essere aggredito a calci e pugni anche un passante che ha documentato, con il proprio cellulare, quanto stava accadendo. I destinatari delle misure sono tutti riconducibili al gruppo ” Roma “, protagonista dello sciopero del tifo contro le barriere istallate all’interno delle curve dello stadio Olimpico. Tra loro anche soggetti pregiudicati e già sottoposti a Daspo. Alcuni dei componenti del gruppo di aggressori sono già stati coinvolti nell’indagine relativa al rinvenimento di numerose bottiglie molotov all’interno di un’auto ritrovata a ridosso del bar River durante il derby dell’11 gennaio 2015.
Gli stessi soggetti si erano anche distinti nella conduzione del corteo non preavvisato svoltosi a Testaccio proprio in concomitanza con il derby del 3 aprile 2016, per il quale proprio la Digos ha fatto scattare la denuncia per i promotori e le sanzioni amministrative per il blocco stradale. La conclusione delle indagini per risalire all’identità dei componenti del branco ha portato all’emissione nei confronti dei tredici responsabili di altrettanti provvedimenti cautelari che impediranno ai predetti di assistere agli incontri che la loro squadra disputerà sia nella capitale, sia fuori casa, compresi gli incontri all’estero in occasione degli eventi sportivi internazionali. I tredici, peraltro, non potranno allontanarsi dal Comune di Roma senza autorizzazione del magistrato, pena l’arresto.
Le contestuali perquisizioni eseguite nella mattinata hanno consentito di sequestrare, a carico di alcuni degli indagati, un coltello a serramanico di 19 cm e materiale esplodente di VI categoria.