FIUMICINO, ALITALIA, ANTONELLI: “PROPOSTA COMUNE TROVI ATTENZIONE DEI COMMISSARI”

Come è possibile? E come può essere colpa dei lavoratori che hanno votato no al referendum? Un referendum che non ha visto la vittoria di nessuno, né avrebbe potuto vederla. Un referendum che è stato un grido di rabbia dei lavoratori e di forte sfiducia. Credo invece che, da parte dei lavoratori, l’anello più debole della catena, ci sia voluto coraggio, davvero, per votare no. C’è chi la chiama incoscienza. Oppure esiste la consapevolezza che Alitalia avrebbe le carte in regola per stare sul mercato, ma con scelte, strategie e un piano industriale profondamente differenti. Ad esempio, come si è fatto a puntare tutto su rotte domestiche con la concorrenza dei treni? E con le compagnie low cost che ci fanno la guerra in casa, a Fiumicino? Costano meno, pagano la metà delle tasse e hanno un costo del lavoro molto più basso delle compagnie di linea (30% in meno). Noi questa concorrenza sleale l’abbiamo fatta accomodare nel nostro aeroporto, il principale hub di Italia, al contrario di quanto hanno fatto in altri Paesi, che hanno relegato le compagnie low cost in aeroporti secondari. Le tante scelte sbagliate si sono stratificate negli anni. Inutile ripercorrerle tutte. Ora spetta alla politica trovare la soluzione migliore, per salvaguardare i lavoratori ma anche tutto l’indotto. Perché Alitalia, avendo esternalizzato molti servizi ha un indotto che pesa tantissimo sull’occupazione totale aeroportuale. Il comune di Fiumicino una proposta l’ha avanzata. Mi auguro che questa possa trovare attenzione da parte dei 3 commissari nominati e che si arrivi quanto prima ad una soluzione utile e di lungo respiro che metta fine ad una lenta agonia che nessuno, fino ad oggi, ha voluto vedere e, soprattutto, farsene carico fino in fondo”.