martedì, Aprile 23, 2024

SOCIALIS CERVETERI PROPONE LA CANDIDATURA A SINDACO DI ROBERTO MENASCI. A BREVE IL PROGRAMMA ELETTORALE

Dalla lista civica Socialis Cerveteri riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera di intenti ai cittadini di Cerveteri: “Viviamo in una Nazione sempre più manipolata da governi che non ci appartengono, i cui interessi sono finalizzati al benessere di una ristretta cerchia di persone; con il taglio economico dei servizi sociali, hanno smantellato lo stato sociale statalista e centrista per renderlo schiavo delle grandi organizzazioni bancarie e delle grandi società aventi come priorità solo il profitto e non il benessere delle persone; hanno ridotto quasi a zero la classe media, creando di fatto sempre più poveri e aumentando quindi il divario coi ricchi; hanno smantellato il terziario italiano e l’artigianato che è sempre stato una delle colonne portanti della nostra economia, in quanto tipico e unico al mondo, è stato invece svalutato e considerato inutile e sostituibile con prodotti di importazione da paesi a loro compiacenti come la Cina, l’India, il Bangladesh, la Corea ecc ecc, tutto per una idea perversa di società globalizzata priva di valori e con una insostenibile pressione fiscale. Noi, della Lista Civica “SocialiS” ci consideriamo un Movimento Nazionalista di Cittadini, e vogliamo essere presenti “politicamente” sul territorio con i nostri principi, i nostri valori e i nostri obbiettivi; con grande interesse vogliamo partecipare alle prossime amministrative con il nostro Candidato Sindaco Menasci Roberto, consapevoli di rappresentare l’unica alternativa politica oltre il socialismo di sinistra, gli attuali cattocomunisti, le destre capital liberiste, gli appartenenti al pensiero del nuovo centro destra, con l’obiettivo che è quello di voler ripristinare uno Stato Sociale che sia fruibile e utile per il benessere e l’equità della popolazione. Per questo intendiamo revocare le privatizzazioni dei servizi pubblici che questa politica scellerata ha favorito in questi ultimi decenni, come quella di affidare a terzi le utenze primarie di acqua luce e gas; è inaccettabile che siano stati affidati a società di capitali o società per azioni i servizi di base necessari a distribuire l’acqua con cui dissetarci, l’energia elettrica con cui fare luce e il gas con cui scaldarci e cucinare; riteniamo l’attuale sistema economicamente fallito ed dannoso per le famiglie del nostro territorio e per il nostro futuro Abbiamo sempre respinto, e siamo convinti di continuare a farlo, la teoria dell’uomo economico, la teoria liberale, e ci siamo opposti tutte le volte che abbiamo sentito dire che il lavoro è una merce. Ricerchiamo e proponiamo la partecipazione diretta o semplice, di cittadini competenti, capaci e che si riconoscano in queste poche e semplici regole: 1) Non vi sono privilegi, se non quello di compiere per primi la fatica e il dovere; 2) Accettare tutte le responsabilità., comprendere tutti gli eroismi, sentire come giovani italiani la poesia maschia dell’avventura e del pericolo; 3) Essere intransigenti, domenicani. Fermi al proprio posto di dovere e di lavoro, qualunque esso sia. Ugualmente capaci di comandare e ubbidire; 4) Abbiamo un testimonio dal quale nessuno potrà mai liberarci: il testimonio della nostra coscienza. Deve essere il più severo, il più inesorabile dei nostri giudici; 5) Avere fede, credere fermamente nella virtù del dovere compiuto, negare lo scetticismo, volere il bene ed operarlo in silenzio; 6) Non dimenticare che la ricchezza è soltanto un mezzo, necessario sì, ma non sufficiente a creare da solo una vera civiltà, qualora non si affermino quegli ideali che sono essenza e ragione profonda della vita umana; 7) Non indulgere al malcostume delle piccole transazioni e delle avide lotte per arrivare. Considerarsi soldati pronti all’appello, ma in nessun caso arrivisti e vanitosi; 8) Accostarsi agli umili con intelletto d’amore, fare opera continua per elevarli ad una sempre più alta visione morale della vita. Ma per ottenere questo bisogna dare l’esempio della probità; 9) Agire su se stessi, sul proprio animo, prima di predicare agli altri. Le opere e i fatti sono più eloquenti dei discorsi; 10) Sdegnare le vicende mediocri, non cadere mai nella volgarità, credere fermamente nel bene. Avere vicina sempre la verità, e come confidente la bontà generosa.

Redazione
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