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martedì, Giugno 25, 2024

JURI MARINI: “L’ESPERIENZA DEL SINDACO PASCUCCI È STATA FALLIMENTARE. SARANNO I CITTADINI A GIUDICARLO”

Tra i candidati che tra maggio e giugno andranno ad insidiare il ruolo da Sindaco di Cerveteri di Alessio Pascucci c’è Juri Marini (nella foto), uscito vincitore dalle primarie del Partito Democratico che lo vedeva contrapposto a Franco Borgna. Oggi lo intervistiamo. Alcune domande per conoscere il suo programma, cosa intende fare in caso di elezione e il suo punto di vista sulla situazione politica attuale a livello nazionale, in particolar modo riferita al Partito Democratico. Una domanda anche sull’ipotesi del Comune unico Cerveteri – Ladispoli, sempre in auge sotto campagna elettorale ed il tradizionale “appello” finale. Juri, dopo il risultato poco felice del 2012 quando si candidò con ‘Coraggio Cerveteri’, cosa l’ha spinta ad accettare questa nuova candidatura? Pensa che il traino del simbolo del PD possa permetterle di raggiungere il ballottaggio? “La mia candidatura nasce dal Pd, quando un gruppo di amici e compagni del partito mi hanno chiesto un impegno diretto. Abbiamo valutato insieme la situazione, le condizioni, abbiamo condiviso metodi, obiettivi e progetti, quelli che poi hanno rappresentato la base del programma che ho presentato alle Primarie. La candidatura non era nei miei progetti. Ma quando ti chiedono di metterti in gioco e ci sono le condizioni per fare bene, sarebbe irresponsabile, o comunque molto poco coraggioso, non mettersi a disposizione. E a me le sfide difficili appassionano. Le trovo più belle e stimolanti. Adesso, dopo aver vinto le Primarie, non esistono calcoli o “traini”: c’è una comunità, un gruppo coeso, ci sono anche realtà civiche che lavoreranno al nostro fianco, ma soprattutto c’è la grande responsabilità dirappresentare una nostra visione di futuro alternativa, pertirarfuori la nostra città da questo interminabile momento di preoccupante decadenza. Adesso c’è solo da lavorare tutti insieme, io, noi, il Partito Democratico, per spiegare il nostro progetto ai cittadini”. Su quali punti si baserà il suo programma elettorale? Ce ne può parlare in breve? “In breve è complicato. Ci sono però dei temi chiave che possono descriverlo in modo abbastanza chiaro. Il primo aspetto è legato all’identità. La nostra città è ricca di storia, cultura, tradizioni, paesaggi mozzafiato. Tante ricchezze diverse, che vanno tutelate e preservate. Ma anche valorizzate. Credo sia un vero e proprio delitto non sfruttare appieno tutte queste straordinarie potenzialità: dal mare alla Necropoli, dai borghi medievali alle terme. Parliamo quindi di turismo. E di lavoro. Ma affinché il turismo diventi volano importante per creare lavoro e ricchezza, occorre cambiare verso e assumere un atteggiamento più manageriale. Meno selfie e più concretezza, quindi, perché se un turista compra un biglietto e se ne va, serve a poco. Se invece si ferma a mangiare, va al mare, o magari pernotta in un bed&breakfast, allora cresce anche il tessuto economico della città. Parliamo poi di urbanistica contrattata. Ogni mattone in più rappresenta un sacrificio per il nostro territorio. Se ci saranno progetti di sviluppo, dovranno ripagare questo sacrificio in termini di opere peril bene pubblico. Vuoi costruire qualcosa? Bene, prima valutiamo se il progetto è serio e sostenibile, poi vediamo anche cosa sei disposto a dare in cambio alla città: servono opere concrete, come una scuola, una strada, l’illuminazione di un quartiere. Cose che il Comune da solo non può fare perché non ci sono i soldi. L’importante è che sia tutto alla luce del sole. Serve poi mettere mano alla qualità dei servizi: la politica deve essere al fianco del cittadino, deve saperrisolvere problemi, non creare complicazioni. La qualità dei servizi offerti determina la qualità della vita. Bisogna inoltre avere il coraggio di tagliare gli sprechi. È assurdo spendere centinaia di migliaia di euro ogni anno solo per mantenere delle poltrone di nomina politica. Mi riferisco alla società partecipata del Comune, che per noi deve essere chiusa: mettiamo quei servizi a gara, tuteliamo i posti di lavoro attraverso la clausola sociale (ossia l’obbligo perle ditte che vinceranno le gare di assumere il personale attualmente impiegato) e tagliamo finalmente gli sprechi inutili. Infine, ma non per ultimo, mettiamo in campo una vera operazione di trasparenza totale. Chi non ha nulla da nascondere, non ha nulla da temere. Un governo davvero trasparente deve rendere conto del proprio operato, affinché sia verificabile, sempre e da chiunque”. In caso di affermazione elettorale su cosa si concentreranno i suoi primi 100 giorni? “A quanto pare si andrà a votare a giugno, e tra ballottaggio e insediamento, non si potrà essere operativi prima di luglio. Al di là di banali promesse elettorali, quindi, i primi mesi dovranno necessariamente essere dedicati alla gestione delle incombenze della stagione estiva. Voglio essere molto chiaro: un’amministrazione seria non può non tener conto della continuità istituzionale, ma non può nemmeno voltarsi dall’altra parte di fronte a progetti invasivi che rischiano di produrre cambiamenti irreversibili di lungo periodo. Quindi, se si tratta dell’organizzazione di una festa di un progetto sociale o di altre iniziative di immediata realizzazione, sarà nostro dovere onorare tutti gli impegni assunti dalla precedente amministrazione. Ma per gli interventi più grandi, più invasivi, in contrasto con il nostro programma e la nostra visione della città, terremo il dito sul pulsante di “pausa”, se non direttamente su quello di “reset”. Subito dopo l’estate, invece, cominceremo di gran carriera a realizzare il nostro programma e a cambiare il volto di questa città”. Complessivamente come giudica l’esperienza da Sindaco di Alessio Pascucci? “Purtroppo si è rivelata un’esperienza fallimentare. Ma più che il nostro giudizio, che siamo di parte perché avversari alle elezioni, contano i giudizi dei cittadini, di chi vive quotidianamente i problemi, le carenze, le storture di questa città. Tu fai il giornalista: ti pare che nella città ci sia un diffuso apprezzamento e soddisfazione per l’operato di questa amministrazione, oppure vedi anche tu una profonda insoddisfazione perle tante aspettative disattese, le promesse mancate, le numerose contraddizioni, se non addirittura anche insofferenza per certi eccessi di inutile e gratuita arroganza?” Così come fatto ad altri le chiediamo: si parla spesso della possibilità di creare un comune unico tra Cerveteri e Ladispoli. Qual è la sua posizione sull’argomento? “Ho parlato di identità, tradizioni e cultura, come si fa con queste premesse a pensare di unire due realtà come Cerveteri e Ladispoli? Insieme ai Comuni confinanti possiamo e dobbiamo gestire maggiori servizi, molto più di quanto non sia stato fatto fino ad oggi. Ma non ha alcun senso unire a tavolino due realtà cresciute in modo tanto diverso, con problematiche tanto diverse. L’impressione è che questa idea non serva ai cittadini, ma risponda ad altri interessi”. Con lei vogliamo affrontare anche il tema della politica nazionale, sul quale lei è sempre molto attivo e presente soprattutto sui social. In breve, un suo parere sulla situazione politica in generale e sul congresso nazionale del PD in particolar modo? “La situazione politica è molto complicata. Veniamo dai mille giorni di governo Renzi che ci hanno riconsegnato un numero inimmaginabile di riforme, anche molto profonde e importanti. Purtroppo però poi c’è stata la sconfitta al Referendum costituzionale, che di colpo ci ha riportato indietro alla prima Repubblica. La mia sensazione, seguendo i social, è che siano state davvero poche le persone che hanno votato No per vera, e rispettabile, convinzione ideologica. La maggior parte, invece, sembra aver votato contro per protesta, se non addirittura per dispetto. Eppure emerge una clamorosa contraddizione di fondo: secondo tutti i sondaggi gli italiani vogliono scegliersi da chi farsi governare, e invece adesso, proprio perché il Referendum non è passato, ci ritroviamo con un sistema che rischia di essere ingovernabile. Semplicemente, non ha senso. Di fronte a questo scenario, il Partito Democratico resta l’unico argine a derive demagogiche e populiste, di qualsiasi colore esse siano. E resta l’unico partito davvero democratico, l’unico con procedure di democrazia interna che non possono essere stravolte dal capetto di turno solo perché non gradisce il risultato di un voto. Lo stiamo dimostrando proprio in questi giorni, con un percorso congressuale libero, aperto e combattuto. Come noto, io sostengo con grande convinzione la proposta di rinnovamento di Matteo Renzi, ma sono comunque orgoglioso di un partito che, pur avendo in Renzi un leaderforte, non ha mai smesso di essere fortemente inclusivo e plurale. Siamo prima di tutto una grande comunità e dobbiamo farci carico, tutti insieme, della grande responsabilità diriconsegnare al nostro Paese, e alle nostre città, il futuro che meritano”. Che campagna elettorale farà il candidato Sindaco Juri Marini? Quali parole, quali modi userà per conquistare la fiducia e il consenso della città? “La linea è molto semplice e chiara: ripartiamo dai nostri valori, dalla nostra comunità. Ripartiamo dalla politica come servizio verso i cittadini, e riappropriamoci di parole chiave come Identità, Trasparenza, Ascolto, Lavoro, Cultura, Sicurezza, Semplificazione, Merito, Innovazione, Comunità, Futuro. Seguiamo i buoni esempi e diamo concretezza alle nostre parole. Ho provato a dimostrarlo fin subito, avviando una campagna di raccolta fondi esclusivamente online sul mio sito www.jurimarini.it. Tutto tracciato, tutto alla luce del sole. Certo, potrebbe anche andare male. Ma la cosa non mi preoccupa, non è indispensabile spendere una fortuna per comunicare le proprie idee. Piuttosto, è una questione di buon senso, di serietà, di rispetto dei cittadini: se degli imprenditori ti mettono in tasca qualche decina di migliaia di euro, cosa pensi ti chiederanno poi in cambio?”

Redazione
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