domenica, Aprile 21, 2024

Migranti e Missione Sophia, l’Italia pronta a chiamarsi fuori

Ancora una denuncia italiana contro l’Unione Europea, questa volta si tratta della rinegoziazione dei contenuti della Missione Sophia, che ha visto protagonisti a Bruxelles i ministri della Difesa dell’Unione. L’Italia non ha trovato sufficienti alleati per modificare le norme, o meglio di convincere la totalità dei ministri presenti, visto che le modifiche di questo importante accordo sulla gestione dei migranti ha bisogno dell’unanimità per essere modificato. Ed allora, come orami è consuetudine, arriva l’irrigidimento del Belpaese, ovvero la minaccia di una eventuale uscita in caso di mancata intesa. Sul punto da registrare la posizione della ministra della Difesa Trenta. "Nel 2015 – ci siamo assunti la responsabilità politica di far nascere" la missione Sophia. "Allora si riteneva che l’azione in acque extra-territoriali sarebbe stata solo una prima fase. Le cose in Libia sono andate diversamente e la presenza di Sophia dura ormai da tre anni. Finora, come Italia, abbiamo da soli accolto tutti i migranti salvati. Questo non è più possibile, lo dico a nome del governo. Occorre cambiare le regole". "Per certi versi – ha detto la Trenta – Sophia dimostra che l’Europa sa essere un security provider, ma penso che su Sophia si giochi l’immagine dell’Europa. Siamo aperti a tutti i suggerimenti, che riflettano il concetto secondo cui l’Europa è pronta a rispondere alle sfide che la riguardano. La nostra proposta mira ad introdurre una rotazione dei porti di sbarco e una unità di coordinamento che assegni il porto al Paese competente".
Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, durante una pausa della riunione con gli omologhi europei, è stata avvicinata dal ministro francese Florence Parly e da quello tedesco Ursula von der Leyen, che l’hanno ringraziata per i toni moderati del suo intervento e per il senso di responsabilità dimostrato. Lo riferiscono fonti diplomatiche.
Ma "non c’è ancora accordo – riferisce la Trenta a chi le chiede se l’Italia uscirà nel caso non si trovi un’intesa – sulla proposta italiana. Tutti condividono l’importanza dell’operazione Sophia, e noi siamo i primi, è chiaro che dovremo fare le nostre considerazioni, e ogni decisione sarà presa col governo ed il premier Giuseppe Conte".
"Abbiamo chiesto la rotazione dei porti di sbarco delle navi della missione Sophia – dice anche il vicepremier Matteo Salvini da Venezia – perchè non è possibile che tutti i migranti soccorsi vengano da noi come sottoscritto dal Governo Renzi che ci ha lasciato con questa eredità pesante. Se dall’Europa arriverà l’ennesimo no dovremo valutare se continuare a spendere soldi per una missione che sulla carta è internazionale ma poi gli oneri ricadono solo su un Paese".
"A luglio e agosto abbiamo discusso alcune proposte" per risolvere la questione delle regole sugli sbarchi della missione Sophia, "incluse proposte di mediazione che ho messo sul tavolo. Fino ad ora non c’è stato consenso, come sapete occorre l’unanimità. Oggi vedrò se c’è spazio e che tipo di spazio, per trovare una risposta. Questo richiede un atteggiamento costruttivo e responsabilità da parte di tutti gli Stati membri", è l’appello dell’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini entrando alla riunione dei ministri della Difesa Ue.

Redazione
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