mercoledì, Maggio 22, 2024

Ddl anticorruzione, stretta sul malaffare con il Daspo ai corrotti ed interdizione perpetua per chi si macchierà di reati con la Pubblica Amministrazione

“Non lasceremo scampo a chi intraprende la strada della corruzione. Oggi viene varato un disegno di legge ‘spazzacorrotti’”, ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nel corso di un incontro con la stampa a Palazzo Chigi, dopo l’approvazione in Cdm del ddl anti corruzione. “E’ una prospettiva di onestà, per andare a testa alta. L’Italia è un paese che è stato dilaniato dalla corruzione. Ma questa è una legge all’avanguardia”. Insomma “ora è certo che chi sbaglia paga”, ha aggiunto. Un provvedimento cardine riguarda il cosiddetto “daspo per i corrotti” dopo la condanna in via definitiva. Il ‘Daspo’ per i corrotti prevede un inasprimento, da 5 a sette anni, della interdizione dai pubblici uffici con divieto a contrarre con la pubblica amministrazione per condanne fino a 2 anni. E’ prevista anche una interdizione e divieto a vita per condanne sopra i due anni. “Nessuno sconto automatico a chi patteggia o ottiene condizionale”. E poi “accesso ai benefici più difficile, come per i reati di mafia”.
“Chi finanzia un partito lo deve fare pubblicamente, non può nascondersi più dietro all’anonimato, non esiste più che la legge dello Stato faccia da palo ai partiti che fanno affari con le lobby, è successo con acqua, con autostrade” ha poi detto il vicepremier Luigi Di Maio, illustrando le norme del ddl anticorruzione sulla trasparenza sul finanziamento ai partiti e alle fondazioni collegate. “Disinneschiamo il meccanismo alla base di tutta la seconda repubblica: non esisterà più il segreto sui finanziamenti alle forze politiche. Dimmi chi ti finanzia e ti dirò per chi lavori il giorno dopo le elezioni”, ha aggiunto. Ma ecco le principali misure contenute nel provvedimento e la loro applicazione:
Innanzitutto il Daspo, che rappresenta una delle misure-bandiera del Movimento 5 Stelle, prevede l’esclusione a partecipare ad appalti con la pubblica amministrazione per chi ha una condanna per reati di corruzione superiore a due anni: il daspo va da un minimo di 5 anni fino all’interdizione a vita, non revocabile per almeno 12 anni neppure in caso di riabilitazione. Nel caso di condanne inferiori ai due anni, invece, la durata del daspo va da 5 a 7 anni. Non è previsto nessuno sconto automatico a chi patteggia o ottiene la condizionale. Più difficile anche l’accesso ai benefici, come per i reati di mafia.
L’agente sotto copertura, previsto nelle indagini per mafia e terrorismo, è esteso a quelle per i reati contro la Pa. Saranno esponenti delle forze dell’ordine che agiranno dove emerge un sospetto di corruzione. Il disegno di legge prevede poi la possibilità di ’pentirsi’ per chi denuncia volontariamente fatti di corruzione e collabora entro 6 mesi dai fatti e prima che questi siano oggetto di indagine. Le informazioni fornite devono essere utili alle indagini e deve essere esclusa la premeditazione. Entro 6 mesi deve avvenire inoltre la restituzione del maltolto. Vengono perciò introdotti sconti di pena e una speciale clausola di non punibilità per chi denuncia e fornisce indicazioni utili per assicurare la prova del reato e individuare eventuali responsabili. Infine è introdotta la procedibilità d’ufficio, e non a querela di parte, per la corruzione tra privati e l’appropriazione indebita aggravata.

Redazione
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