mercoledì, Maggio 22, 2024

Discoteca di Corinaldo, il 17enne fermato nega ogni addebito: “Non ero lì la sera della tragedia”

Il 17enne di origini sudamericane indagato per omicidio preterintenzionale, lesioni dolose e colpose per la strage della discoteca di Corinaldo,  nega tutto. Addirittura mette in discussione la sua presenza nel locale e racconta agli investigatori di aver passato la serata con la fidanzata, e quindi la notte in un residence di Senigallia dove successivamente alla strage i carabinieri l’hanno trovato e fermato insieme a due fidanzati maggiorenni ed in possesso di due etti di cocaina. A darne notizie è il Corriere della Sera che racconta come il giovane

ha giurato ai militari che lo stavano portando in caserma di non essere lui l’incappucciato che, ripreso nei video al vaglio degli inquirenti, ha spruzzato la sostanza urticante. E per spiegare la sua presenza nella stanza del residence, che gli ha fruttato anche l’accusa di detenzione di stupefacenti, all’avvocato ha detto di essersi trovato “nel luogo sbagliato, al momento sbagliato e con le persone sbagliate”.

Sulla sua posizione la Procura raccomanda cautela: a chiamarlo in causa sono infatti tre testimonianze che però, hanno più volte sottolineato i magistrati, sono state rese in modo “generico” e senza “indicazioni circostanziate”. Insommma, qualcuno ha puntato il dito contro di lui perché, pur non essendo ancora maggiorenne, è noto per essere una “testa calda”, ma la prova provata che il 17enne sia davvero il responsabile della tragedia non c’è ancora.

E anche la nonna del ragazzo lo difende a spada tratta, raccontando che “quella notte l’ha passata con la sua ragazza, non è andato a ballare a Corinaldo. Alcuni ragazzi puntano il dito contro di lui ma si sbagliano, lui non c’era”. E anche sulla droga trovata nel residence la nonna è certa che “non era sua”.

Dubbi che, al momento, serpeggiano anche tra gli inquirenti: proprio per questo nei confronti del ragazzo non è stato adottato alcun provvedimento restrittivo, in attesa che le indagini facciano luce sull’episodio. O che altri video e testimonianze riescano a rivelare con chiarezza l’identità di quel ragazzo incappucciato in discoteca.

Redazione
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