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venerdì, Luglio 12, 2024

Palermo, processo per il depistaggio della strage di via D’Amelio, parla il Questoro Rino Germanà: “Io miracolato per essere scampato agli attentati ordinati da Denaro, Bagarella e Graviano”

“Io sono un miracolato, e lo ripeto. Sono un vero miracolato e non capisco perché gli altri colleghi siano morti e io no. Io quel 14 settembre del 1992 mi salvai solo per la mia prontezza di riflessi. Ma Messina Denaro, Bagarella e Graviano non riuscirono a uccidermi”. Sono trascorsi quasi 27 anni da quel giorno, ma per il Questore Rino Germanà è come se fosse stato ieri. L’ex poliziotto, oggi in pensione, rivive ogni attimo di quell’attentato nel corso della sua deposizione al processo sul depistaggio delle indagini per la strage di via D’Amelio, che vede alla sbarra tre poliziotti accusato di calunnia aggravata: Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, dove è stato chiamato dall’accusa. Germanà, rispondendo alle domande del Procuratore aggiunto Gabriele Paci, ricorda anche quello ‘strano’ trasferimento dalla Criminalpol di Palermo al commissariato di Mazara del Vallo, una sorta di retrocessione della sua carriera. Siamo nell’estate del 1992, e da poco meno di due mesi era stato ucciso il giudice Giovanni Falcone insieme con tre agenti della scorta. Paolo Borsellino, che era stato trasferito a Palermo, dove ricopriva l’incarico di Procuratore aggiunto, e che per anni aveva lavorato a Marsala al fianco di Rino Germanà, aveva cercato di richiamare Germanà al suo fianco, poco prima di essere ucciso in via D’Amelio. Germanà aveva condotto una inchiesta su un tentativo di condizionare i componenti del collegio giudicante di un processo per mafia e che, secondo la tesi dell’accusa, potrebbe aver provocato il suo ‘strano’ trasferimento. Nel giugno del ’92 Germanà venne incaricato di indagare su pressioni denunciate da due alti magistrati di Palermo per pilotare il verdetto del processo per l’omicidio del capitano dei carabinieri Emanuele Basile. Un tentativo che sarebbe stato condotto dal notaio Pietro Ferraro.

Redazione
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