Psicologia, inchiesta Ludopatia: l’altra faccia del gioco 

Il portale Guidapsicologi.it, al fine di offrire un quadro più ampio su questa problematica sociale, ha svolto un’indagine sulla ludopatia a livello nazionale. Il panorama che prende forma dai risultati dello studio effettuato, è decisamente poco confortante: le ricerche relazionate al problema del gioco in Italia hanno subito un aumento del 14,04 % nell’ultimo anno. Ad essere coinvolti sono soprattutto gli uomini appartenenti alla fascia di età compresa tra i 25 e i 44 anni. Dalle donne che denunciano il problema del proprio partner, alla ricerca di una soluzione, arriva un’ulteriore conferma di come le conseguenze di questo tipo di dipendenze si ripercuotano anche sulla sfera affettiva del soggetto parte in causa e sulle persone che lo circondano. Roma e Milano si dividono la metà delle ricerche attive di soluzioni concrete al problema della ludopatia (sintomi, cure e studi specializzati). Un aumento generale. Preoccupano i Millennials A livello nazionale i dati relativi alla ludopatia sono in costante aumento. Nell’ultimo anno infatti, le ricerche relazionate a questa patologia hanno registrato una crescita dell’indice percentuale del 14,04%. Un dato interessante che può contribuire a delineare una visione d’insieme è quello relativo alla fascia di età maggiormente coinvolta: dai 25 ai 34 anni l’aumento è del 33,25%. Si tratta del doppio rispetto al dato medio. E si tratta di una generazione, quella dei Millennials, che purtroppo vanta già altri primati allarmanti a livello sociale. Un dato che ne conferma la condizione di instabilità e mette in luce le conseguenze estreme a cui si può arrivare a causa della precarietà. Il mio compagno soffre di ludopatia La preoccupazione da parte delle donne per la dipendenza da gioco del proprio compagno è un altro dei dati analizzati in questo studio. Le percentuali confermano l’ampio coinvolgimento della fascia d’età 25-34 (54%) e 35-40 (46%). Sono numeri che rivelano come le conseguenze della ludopatia non si limitino al diretto interessato, coinvolgendo le persone vicine che si ritrovano ad essere vittime di menzogne, e, in alcuni casi, di furti. Milano è la città in cui la donna si prodiga maggiormente per risolvere la situazione (18,70%), distanziando di poco Roma (17,10%). Sul podio anche Napoli (9,3%) seguita da Torino (4,65%), Firenze (3,15%) e Genova (3,15%). Sintomi della ludopatia e ricerca di aiuto specializzato A volerne sapere di più sono i giovani, che cercano informazioni sui sintomi, perché coinvolti in modo diretto oppure indiretto. Sul podio la generazione X, 35-44, con il 31,36% delle ricerche effettuate, seguita dai Millennials (30,54%). Degni di nota anche i dati della fascia di età 45-54 (21,18%) e 55-64 (16,92%). La città con il maggior numero di ricerche legate alla sintomatologia sono Roma (24,18%) e Milano (16,92%), con un distacco di oltre 10 punti percentuali la terza, Napoli (5,65%). Per risolvere i problemi di ludopatia, esistono centri specializzati. A bilanciare la situazione, un dato rassicurante arriva dai Millennials, che si aggiudicano il primo posto per la ricerca di percorsi per uscire dalla dipendenza dal gioco (39,28%), seguiti anche in questo caso da generazione X (26,87%). A sorpresa i giovanissimi (18-24) si dimostrano sensibili e attivi nella ricerca di un supporto al problema: l’11,63%. La percentuale precipita invece tra gli over 55 (5,58%) e tra gli over 65 (3,05%). È evidente la maggiore informazione tra giovani e giovanissimi, così come la loro capacità di riconoscere l’esistenza di un problema e la volontà di affrontarlo e superarlo. Per quanto riguarda gli studi specializzati, la Lombardia è la prima regione per ricerche effettuate (23,37%), seguita dal Lazio (16,65%) e da un testa a testa tra Campania (7,75%), Emilia-Romagna (7,58%), Veneto (7,29%), Piemonte (6,59%) e Toscana (6,38%). Quali sono i sintomi e cosa fare? Per intervenire, è importante riconoscere il problema. Una persona affetta da ludopatia soffre di almeno tre di questi sintomi: ? Ansia e preoccupazioni: pensa continuamente al gioco e alle sue esperienze passate, presenti o frutto di sogni. ? Assuefazione: fa puntate sempre più alte/frequenti per rivivere le emozioni. ? Astinenza: se prova a ridurre/interrompere le sessioni di gioco diventa irrequieto o irritabile. ? Evasione: il gioco è un modo di evadere dai problemi o migliorare lo stato d’animo. ? Rivincita: quando perde, cerca sempre una rivincita, non smette di giocare finché non vince. ? Menzogne: mente a famiglia, amici o psicologi per nascondere le somme perse al gioco. ? Perdita di controllo: non riesce a diminuire o smettere di giocare, nonostante ci provi. ? Azioni illegali: può violare la legge per ottenere soldi per giocare o recuperare perdite. ? Mettere a repentaglio relazioni importanti: continua a giocare sapendo che può compromettere una relazione di coppia, il lavoro o qualsiasi altra cosa importante. ? Fare affidamento su altri: ricorre a famiglia, amici o ad altre persone per farsi prestare i soldi persi al gioco o per averne ancora e continuare a giocare.