Calcio, l’addio di Francesco Totti alla Roma: “Non è un addio ma un arrivederci”

“Ho annunciato con una mail al Ceo della societa’, oggi, le mie dimissioni da dirigente della Roma. E’ un giorno che speravo non sarebbe mai arrivato”: cosi’ Francesco Totti, dal salone d’Onore del Coni, ha ufficializzato il suo addio alla Roma. “Non e’ colpa mia”. Lo dice Francesco Totti in conferenza stampa. “Dico che non e’ stata colpa mia – ha spiegato l’ex capitano giallorosso – perche’ non sono mai stato coinvolto in un progetto tecnico. Il primo anno ci poteva stare, ma poi mi ero fatto delle idee chiare”. “Il mio è un arrivederci, non è un addio alla Roma perché vista dall’esterno è impossibile tenere fuori Totti dalla Roma. Mi dà fastidio e da romanista non penso che possa succedere. Adesso prenderò altre strade, e nel momento in cui un’altra proprietà punterà forte su di me io sarà sempre pronto”. Così Francesco Totti nella conferenza stampa convocata al Salone d’onore del Coni per annunciare le sue dimissioni da dirigente della Roma. “Il futuro? Nel prossimo mese valuterò le tante offerte che mi sono arrivate – ha aggiunto – e sceglierò col cuore quella che più mi si addice”. ” Io l’ho sempre detto che il presidente deve stare sul posto…quando c’è il presidente tutti stanno sull’attenti”. “Se ho preso questa decisione è perché non mi hanno mai messo in condizione di poter fare niente”. “È sempre stato un pensiero fisso di alcune persone di levare i romani dalla Roma. Alla fine è prevalsa la verità, sono riusciti a ottenere  quello che volevano”. Così Francesco Totti nella conferenza stampa di addio alla società giallorossa. “Anche da 8 anni a questa parte – specifica l’ex capitano romanista – quando sono entrati gli americani, hanno cercato in tutti i modi di poterci mettere da parte. Man mano che passavano gli anni hanno cercato di farlo in tutti i modi, hanno voluto questo e alla fine ci sono riusciti”. “Il mio rapporto con Franco Baldini? Non c’è mai stato un rapporto e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione è normale che ci sono degli equivoci e dei problemi interni alla società. Uno dei due doveva scegliere, e mi sono fatto da parte io perché troppi galli a cantare non servono in una società, fanno solo casini e danni. E alla fine quando cantavi da Trigoria non lo sentivi mai il suono, l’ultima parola spettava sempre a Londra. Era inutile dire cose fare, l’ultima parola spettava ad altri, perciò era tempo perso”. Così Francesco Totti nella conferenza stampa d’addio alla Roma convocata al Salone d’onore del Coni. Per l’ex capitano giallorosso sottolinea che ‘per rientrare nella società serve un’altra proprietà”.