Rocca di Papa, il Sindaco eroe non ce l’ha fatta. Esempio di coraggio e umanità

Emanuele Crestini non ce l’ha fatta. E’ la seconda vittima dell’esplosione avvenuta lo scorso 10 giugno a Rocca di Papa (Roma). Da Salvini a Raggi, il cordoglio per la scomparsa del primo cittadino. Il sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, non ce l’ha fatta. Il 10 giugno era rimasto gravemente ferito nell’esplosione del palazzo comunale della cittadina della provincia di Roma. Si tratta della seconda vittima, dopo la morte di Vincenzo Eleuteri, anche lui coinvolto nel tragico evento. Il Consiglio regionale del Lazio ha disposto per oggi le bandiere a mezz’asta in segno di lutto. “Una notizia davvero triste. Roma abbraccia la sua famiglia e i suoi cittadini in questo momento di dolore”, ha scritto su Twitter la sindaca di Roma, Virginia Raggi. “La morte del sindaco di Rocca di Papa Emanuele Crestini è una tragedia. Il senso del dovere che lo ha sempre contraddistinto, l’attaccamento profondo alla comunità di cui è stato primo cittadino e la sua fedeltà alle istituzioni non saranno dimenticati. Crestini è un esempio di umanità. Alla famiglia e alla cittadinanza di Rocca di Papa vanno le mie più sentite condoglianze” – ha comunicato in una nota il presidente della Regione Lazio e segretario del PD, Nicola Zingaretti. “Si è preoccupato di far uscire tutte le persone dal Comune in fiamme, ma il suo eroismo gli è costato la vita: il sindaco di Rocca di Papa ha lottato ma nella notte è morto proprio per il troppo fumo inalato. Un pensiero commosso alla sua famiglia e a quella dell’altro dipendente comunale, Vincenzo Eleuteri, deceduto cinque giorni fa – questo il messaggio del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha aggiunto -. Per il sindaco Emanuele Crestini ritengo sia doverosa la medaglia d’oro al valor civile”. Si stringe al dolore della comunità anche il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Cangemi: “La morte del sindaco di Rocca di Papa ci addolora profondamente. La Regione Lazio intitoli uno spazio in memoria di un uomo che, fino all’ultimo istante di quel terribile incendio, è rimasto al proprio posto al servizio della sua comunità. Esempio di abnegazione e spirito di servizio cui va tutto il nostro rispetto e gratitudine. Alla sua famiglia e a tutta Rocca di Papa rivolgo la mia vicinanza e il mio cordoglio”.
“Italia in Comune, i sindaci che ne fanno parte e tutta la comunità a noi vicina si stringe attorno alla famiglia e alla città di Rocca di Papa per la tragica scomparsa del sindaco Emanuele Crestini. Una morte che deve far riflettere per l’amore e la dedizione che l’uomo Crestini ha dedicato in questi anni alla missione di fare il primo cittadino di una piccola e bellissima realtà come Rocca di Papa” – così in una nota Alessio Pascucci, coordinatore nazionale di Italia in Comune. “Diceva La Guardia, storico Sindaco di New York, che se anche un passero moriva a Central Park, lui si sentiva responsabile. In fondo è così: noi sindaci ci sentiamo addosso la responsabilità di quello che accade alle nostre comunità e talune volte pensiamo di avere i superpoteri. Il sindaco di Rocca di Papa è morto per salvare i suoi concittadini. Ha messo la sua comunità sopra ogni cosa, con un gesto eroico che deve essere d’esempio per tutti coloro che, giurando sulla nostra Costituzione, ricoprono cariche rappresentative in questo Paese. Italia in Comune rende onore al suo atto d’amore e si stringe in un abbraccio ideale alla famiglia e alla comunità cittadina” – conclude Pascucci.
Si aggrava intanto la posizione dei tre indagati per l’esplosione avvenuta a Rocca di Papa. Dopo i due decessi, i pm della Procura di Velletri contestano ora il duplice omicidio colposo oltre al disastro colposo e lesioni. Al momento nel registro degli indagati sono iscritti un geologo, il titolare della ditta di Frosinone che stava effettuando i lavori in prossimità della sede del municipio e il fratello, esecutore dell’operazione. Al geologo il comune aveva affidato una serie di test su eventuali cavità presenti al di sotto degli uffici che ospitano il municipio in prossimità dei quali è avvenuta la deflagrazione per una fuga di gas. Il geologo poi aveva affidato i lavori di perforazione alla ditta di Frosinone.