Roma, tensione al funerale di Fabrizio Piscitelli: il feretro è stato portato subito via scortato dalla polizia

La bara di Diabolik Fabrizio Piscitelli al Policlinico di Tor Vergata
Negato l’ultimo omaggio degli Irriducibili a Diabolik. Il feretro di Fabrizio Piscitelli, che, secondo gli accordi, sarebbe dovuto rimanere tre minuti nel piazzale davanti al Divino Amore per consentire ad amici e tifosi di dare l’addio al compagno di curva, è stato invece immediatamente portato via, scortato dalla polizia. Non sono mancate le urla contro gli agenti del Reparto Mobile che hanno sbarrato con un cordone umano la strada d’uscita al parcheggio del santuario del Divino Amore. “Non cediamo alle provocazioni, non aspettano altro. Facciamolo per Fabrizio” hanno gridato gli Irriducibili, portando via quanti stavano per scontrarsi con i poliziotti per seguire il carro funebre con il feretro di Diabolik. Contro le forze dell’ordine si sono levate anche le urla della moglie e della figlia di Piscitelli, mentre, tra qualche saluto romano, dalla piazza si alzava il coro “Fabrizio, Fabrizio”. La figlia di Diabolik Ginevra Piscitelli ha urlato verso le forze dell’ordine e i giornalisti presenti sul piazzale di via del santuario. “Guarda che avete fatto? Guarda che avete fatto?”, ha gridato la ragazza. Momenti di tensione ma anche tanta commozione al funerale oggi al Divino Amore. Affranta dal dolore, durante la cerimonia, la moglie si è sentita male. Particolarmente toccante il momento in cui il padre ha baciato la bara, ma per dirgli addio sono arrivati da tutta Italia. Tifosi della Lazio ma anche interisti, milanisti e veronesi della Hellas insieme nel piazzale ai piedi del santuario. Il passaggio del feretro è stato salutato con la canzone della Lazio e una coreografia con fumogeni colorati, bianchi e azzurri. Tra i tanti cori intonati per Diabolik le frasi “sei uno di noi” e il suo nome ripetuto “Fabrizio, Fabrizio”.
Al suo arrivo, in un blindatissimo santuario, il feretro di Diabolik è stato accolto da un lungo applauso. “Da veri laziali battiamo le mani” è stato il coro intonato davanti al carro funebre. Alcuni tifosi hanno fatto il saluto romano. Davanti alla bara una grande bandiera nera, con la scritta rossa Diablo e il disegno degli occhi del personaggio dei fumetti. La stessa immagine è raffigurata sulle magliette che indossano la gran parte dei tifosi venuti per dare l’ultimo saluto al leader degli ‘Irriducibili’.
Una bara nera e lucidissima con ai lati la scritta grande ‘Irriducibili’, naturalmente bianca e celeste, e davanti gli occhi del personaggio dei fumetti dal quale Piscitelli aveva “preso” il nome di battaglia è stato l’omaggio della sua curva, la curva nord biancoceleste. Solo cento gli ammessi alla cerimonia , concessione strappata dopo il divieto di celebrare le esequie di Diabolik in forma solenne e pubblica. Molti di più quelli che si sono radunati fuori, tanti tantissimi, tenuti sotto stretto controllo da un dispiegamento ingente di forze dell’ordine – oltre 300 gli uomini in campo tra poliziotti, carabinieri e finanzieri – e agenti della polizia locale. Intorno al carro i familiari, alcuni amici e una delegazione degli ‘Irriducibili’ che hanno vissuto in forma privata il loro dolore prima del tributo collettivo al capo ultras, in forma composta come hanno chiesto i familiari. Nel piazzale, gli ‘Irriducibili’, come da richiesta della famiglia di Piscitelli, hanno sistemato un banchetto per la raccolta fondi in favore della Lega italiana fibrosi cistica Lazio. Tra i presenti Valerio Arenare e Stefano Schiavulli, di Forza Nuova. C’era anche Cristiano Sandri, il fratello di Gabriele ucciso con un colpo di pistola l’11 novembre 2007 a seguito di scontri tra tifoserie sull’autostrada A1 Milano-Napoli.
Nel piazzale del santuario del Divino Amore, c’era anche lui, il giovane diventato “famoso” per la frase choc pronunciata durante la ‘rivolta’ di Casal bruciato. Tre mesi fa i poliziotti lo denunciarono per aver urlato ‘Ti stupro’ alla madre rom della numerosissima famiglia che ottenne l’appartamento popolare in via Satta tra proteste e cortei.
Già prima, terminata la messa, il personale dell’agenzia di pompe funebri aveva tentato di approntare il carrello per mostrare la bara di Fabrizio Piscitelli, marchiata con l’effige degli Irriducibili ai tifosi accorsi al santuario del Divino Amore, ma la polizia ha impedito la manovra. Vietato ai tifosi di portare a spalla fin giù al piazzale il feretro di Diabolik, atteso da questa mattina dai “suoi” ultras. Impossibile il corteo.
Terminata la messa al santuario del Divino Amore il carro funebre, scortato dalla polizia e seguito dai familiari di Piscitelli, è arrivato al cimitero Flaminio. La salma di Piscitelli, secondo le volontà espresse in vita del capo ultras, sarà cremata. Oggi, come prassi comune dei cimiteri capitolini, il feretro verrà custodito in un locale refrigerato dell’impianto di cremazione. L’operazione verrà eseguita presumibilmente domani.
La scritta ‘Diablo’ è rimasta, invece, su uno striscione appeso a due passi dalla panchina, dove è stato freddato con un colpo di pistola alla testa. Qui, in questo angolo di via Lemonia, dove il parco degli Acquedotti continua ad essere frequentato da runner e bambini, i tifosi e gli amici del leader degli Irriducibili hanno ricreato una sorta di curva. Tra le corone degli amici anche quella della tifoseria gemellata del West Ham e di Casapound Italia.