venerdì, Aprile 19, 2024

Strage alla Questura di Trieste: il killer si rifiuta di rispondere ai magistrati. Sequestrate le fondine degli agenti uccisi

Nell’ambito delle indagini sulla sparatoria avvenuta ieri nella Questura di Trieste e nella quale sono morti due agenti, sono state sequestrate le fondine delle due vittime per verificarne l’integrità. Da una prima analisi non risulterebbero danni da comprometterne la funzionalità. Inoltre sarebbe emerso, al termine dell’interrogatorio avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, che Carlysle non è correo del fratello Alejandro. Entrambi i fratelli, è stato ribadito, sono regolarmente in Italia con due permessi di soggiorno rilasciati per motivi familiari, uno a tempo determinato, l’altro a tempo indeterminato. Trova conferma la notizia che Alejandro soffre di disturbi psichici e non era seguito dai servizi specifici della città. Una pistola sfilata, colpi a raffica nella questura di Trieste e due poliziotti poco più che trentenni uccisi in servizio. A perdere la vita, l’agente Pierluigi Rotta e l’agente scelto Matteo Demenego, caduti sotto i colpi di Alejandro Stephan Meran, dominicano affetto da problemi psichici. Portato in questura insieme al fratello Carlysle dopo essere stato fermato per una rapina e accompagnato in bagno, all’uscita ha sfilato la pistola a uno dei due poliziotti e ha iniziato a sparare a bruciapelo contro gli agenti.
L’uomo non risponde ai magistrati. Nella serata di ieri, infatti, il magistrato di turno e il procuratore – dopo che il primo in questura aveva sentito il fratello del pluriomicida – si sono recati in ospedale per interrogare l’indagato che si è avvalso della facoltà di non rispondere. I magistrati lo hanno dichiarato in stato di fermo. E’ attesa la decisione del gip sulla convalida del fermo. Agghiaccianti le testimonianze di quanto successo. “E’ accaduto tutto alle 16.54, ho sentito sei spari e mi sono chiusa dentro il negozio” ha detto la titolare di un’erboristeria. “Poi i poliziotti urlavano ‘mani in alto e faccia a terra’ e ho sentito altri spari”. “Ho aspettato dieci minuti e mi sono affacciata: ho visto una persona a terra – racconta ancora la donna – con una pistola accanto e tre poliziotti che entravano di corsa in questura alla ricerca di un altro uomo. Ferma in mezzo alla strada un’auto aperta. Poi siamo dovuti rientrare, mentre sul posto sono arrivate tre ambulanze”. Gli “agenti urlavano mani in alto e faccia a terra, mi sono barricata nel negozio”, ha detto un altro, e “ho visto gli agenti correre dentro la questura a caccia di un uomo”.
Redazione
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