Francia, primi scontri a Parigi per le proteste contro la riforma delle pensioni: entrano in scena i black bloc

disordini a parigi
Primi scontri nel corteo parigino, appena partito e non ancora giunto a Republique. Nei dintorni della grande piazza, dove hanno preso posizione centinaia di black bloc con il volto coperto, sono in fiamme alcuni cassonetti e i pompieri stanno intervenendo. I casseur stanno lanciando sassi contro le vetrine, la situazione è sempre più tesa. Alcune centinaia di black bloc si sono riuniti su place de la Republique, a Parigi, dove sta arrivando il grosso del corteo dei manifestanti. I giovani, vestiti di nero e con il volto coperto, hanno già preso di mira e danneggiato alcune telecamere di operatori tv che li stavano riprendendo. La situazione, anche per il corteo di migliaia di persone che sta premendo dal boulevard de Magenta, è ora piuttosto tesa. “Oggi la Francia è chiusa”. Treni, metropolitane, autobus, scuole pubbliche, ospedali, raccolta dei rifiuti: milioni di dipendenti del settore pubblico e privato incrociano le braccia contro la riforma delle pensioni voluta dal presidente Emmanuel Macron mentre sono quasi 250 i cortei e le manifestazioni organizzate in tutto il Paese. Un ‘giovedì nero’, come dicono i media d’Oltralpe, che potrebbero protrarsi anche nei prossimi giorni o settimane. A Parigi, dove si temono I black block e “gilet gialli radicalizzati” – secondo l’espressione del ministro dell’Interno, Christophe Castaner – per sorvegliare il corteo pacifico dei lavoratori in programma dalle 13 sono stati schierati 6.000 agenti. Nel Paese che funziona a rilento, con tante attività a singhiozzo oppure sospese, ha chiuso i battenti anche la Tour Eiffel. In una nota, la società Sete che gestisce la Dama di Ferro annuncia che oggi il personale non è “abbastanza numeroso per aprire il monumento in condizioni di sicurezza e di accoglienza ottimali per il pubblico”. La Sete precisa tuttavia che il piazzale sotto alla Torre resta accessibile gratuitamente. Si ignora, invece, se resterà chiuso anche domani. Sulla riforma previdenziale, una delle principali promessa, Macron si gioca il resto del suo quinquennato. Alcuni temono una ripetizione dei grandi scioperi del 1995, quando il Paese restò paralizzato per tre settimane, fino a Natale, con 2 milioni di lavoratori in piazza e un mesto dietro-front da parte del governo, con successive dimissioni dell’allora premier Alain Juppé e scioglimento del Parlamento. La giornata si annuncia pesantissima, a cominciare dal fronte dei trasporti. Dalle prime cifre, il movimento di protesta avrà un forte seguito e la percentuale media degli annullamenti di treni è del 90%. E Parigi si prepara ad un fine settimana di pesanti disagi su metro e bus. I sindacati della RATP, la compagnia che gestisce il trasporto pubblico parigino, hanno infatti annunciato che lo sciopero indetto per oggi contro la riforma delle pensioni di Emmanuel Macron verrà prorogato “fino a lunedì” per “la quasi totalità dei lavoratori in sciopero”. La mobilitazione, già molto forte in questo ‘giovedì nero’ dei trasporti, con collegamenti praticamente paralizzati, sarà “la stessa fino a lunedì'”, ha riferito Thierry Babec, rappresentante di Unsa, primo sindacato della RATP.