Litorale nord: Civitavecchia salva? E Cerveteri?

Riprende quota il sito di Falcognara per lo smaltimento dei rifiuti della Capitale

Litorale nord: Civitavecchia salva? E Cerveteri?

Il sindaco di Roma Raggi deciderà entro il 10 dicembre dove collocare il TMB. Torna aperta ma solo fino al 15 gennaio la discarica di Colleferro.

 

di Alberto Sava

 

Si sono concluse le valutazioni tecniche relative ai siti da destinare a discarica per la capitale. Sembrerebbe esclusa l’ipotesi discarica a Civitavecchia mentre torna in auge, come riporta il corriere, un possibile sito a Falcognana. La palla ripassa al sindaco di Roma Raggi che entro il 10 dovrà decidere dove collocare i rifiuti del TMB. Come appena deciso dall’ordinanza regionale sull’emergenza rifiuti si è concluso il primo passaggio con la redazione dei siti idonei a discarica per la capitale e nella lista oltre a Falcognara ci sarebbe un’area al confine con Cerveteri e altre con ‘attenzione progettuale’ in zona Tiburtina, Eur, Ostia, Portuense, Aurelio e Primavalle. Al vaglio anche le cave in disuso nelle zone limitrofe a Malagrotta, Monte Porzio Catone, Passerano, San Vittorino, Guidonia e Monterotondo. Torna aperta ma solo fino al 15 gennaio la discarica di Colleferro. La ricerca affannosa del sindaco capitolino Virginia Raggi di trovare una soluzione al problema si scontra, dalla prima ora, con un sistema costruito nei decenni passati per escludere alternative alla situazione esistente da sempre nel settore nella Capitale e non solo. Questo è quanto si potrebbe nascondere dietro la tendina di una lotta politica in chiaro scuro al sindaco pentastellato, che sta danneggiando i romani e tutto il Lazio. Tutto questo non esclude le pesantissime responsabilità del sindaco di Roma nel saper svolgere il complesso ruolo di prima cittadina. Per queste ragioni, e non solo, nell’alto Lazio tutti tengono la guarda alzata sul tema dei rifiuti. Se Cerveteri combatte quotidianamente anche sul fronte interno per la gestione più che precaria del servizio ‘porta a porta’, sul resto del territorio non c’è solo l’ordinanza del Sindaco Raggi ad aver “movimentato” i rapporti tra Città Metropolitana di Roma e Comune di Civitavecchia negli ultimi tempi. Come ricorda civoline.it, “il Pincio era stato oggetto di una missiva in cui si ventilavano provvedimenti per presunte inadempienze rispetto al servizio di porta a porta.In merito, tuttavia, si è registrata nei giorni scorsi una nuova lettera di Città Metropolitana, come spiega l’assessore all’ambiente Manuel Magliani: “Abbiamo ricevuto qualche giorno fa la comunicazione del dirigente della città metropolitana di Roma dottoressa Camuccio che in riscontro alla nostra nota esplicativa delle modifiche del porta a porta ha ritenuto di condividere le modifiche apportate dal Comune e preso atto che le stesse erano state comunicate a Città metropolitana ben 15 giorni prima dell’entrata in vigore delle modifiche”.Di qui la successiva dichiarazione dell’assessore Magliani. “Deve essere stigmatizzato e censurato il comportamento irresponsabile da parte di chi – tuona – ha speculato su questa vicenda montando un caso inesistente, ad arte, al solo fine di ingenerare allarmismi nella popolazione e discredito all’amministrazione.In merito però si è fatta sentire anche la voce del sindaco, Ernesto Tedesco.  “Archiviato questo caso – sottolinea il primo cittadino – ci aspettiamo un contributo importante da parte di tutte le forze politiche, come fatto nella battaglia contro il termovalorizzatore, per contrastare l’ordinanza della Sindaca della Città metropolitana di Roma, cui è succeduta una ulteriore ordinanza regionale che contestiamo, le cui ricadute sotto il profilo ambientale destano fortissime preoccupazioni. Confidiamo nel buon senso di tutti, l’unità del territorio che si è concretizzata nelle sei fasce tricolori presenti alla manifestazione di ieri costituisce un punto di forza sul quale far leva. Venerdì – conclude Tedesco – andremo in Campidoglio a rappresentare con convinzione il diritto dei nostri comuni all’autosufficienza e quindi a rigettare atti d’imperio che vengono fatti passare sopra la testa dei cittadini”.