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domenica, Luglio 21, 2024

Eutanasia, assolto Marco Cappato, “il fatto non sussiste”

Marco Cappato è stato assolto “perché il fatto non sussiste” dai giudici di Milano dall’accusa di aiuto al suicidio per aver accompagnato Fabiano Antoniani, noto come deejay Fabo, in una clinica svizzera a morire. Nell’udienza che ha preceduto la sentenza il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano aveva chiesto, come già fatto il 14 febbraio 2018, l’assoluzione dell’imputato. In un breve intervento la rappresentante della pubblica accusa, rifacendosi a quanto stabilito nella sentenza storica della Consulta dello scorso 25 settembre – che ha escluso in determinati casi la punibilità dell’aiuto al suicidio – ha chiesto la non punibilità di Cappato che il 27 gennaio 2017 aveva accompagnano il 40enne milanese, rimasto cieco e tetraplegico dopo un incidente in auto, nella struttura Dignitas. “In piena sintonia e assonanza con le motivazioni che avete prospettato rimettendovi alla Corte Costituzionale la mia è una motivazione di libertà, di diritto alla autodeterminazione individuale, naturalmente all’interno di determinate condizioni, è per questo che ho aiutato Fabiano”, ha detto Cappato intervenendo con delle dichiarazioni spontanee prima che i giudici di Milano si ritirassero in camera di consiglio. “Voglio sottolineare -ha aggiunto- come dalla morte di Fabiano Antoniani a oggi numerose persone non sono in grado di quantificare, qualche, poche decine sono state aiutate ad andare in Svizzera a morire nella piena informazione delle istituzioni del nostro Stato e senza che mai fosse attivata l’azione penale obbligatoria, quindi evidentemente c’è qualcosa che viene considerato almeno di fatto un aiuto legittimo”.
Redazione
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