Musica, “The seeds of love” dei Tears for fears spegne trenta candeline

di Alessandro Ceccarelli
Dopo l’ondata del punk e della new wave nei primi anni ’80 in Gran Bretagna emergono una serie di artisti come Paul Young, Depeche Mode, Ultravox, Spandau Ballet, Japan e Duran Duran che, con un pop raffinato, dominarono le classiche di quel decennio. Tra questi musicisti un posto particolare se lo ritagliarono senza dubbio i Tears for Fears, un duo di grande successo in tutto il mondo. Roland Orzabal (1961), cantante e chitarrista e Curt Smith (1961) bassista e cantante si conobbero da adolescenti nella città di Portsmouth. All’inizio i loro punti di riferimento musicali erano i Talking Heads e il lavoro tastieristico di Brian Eno con i Roxy Music. I due ragazzi decisero di chiamarsi Tears for Fears. Furono scritturati dalla casa discografica Phonogram nel 1981 grazie al manager di A&R Dave Bates. Il loro primo singolo come Tears for Fears, “Suffer the Children”, fu pubblicato per quella etichetta nel novembre 1981, seguito dalla prima edizione della hit “Pale Shelter” nel marzo 1982. Il vero successo fu raggiunto con il terzo singolo “Mad World” che raggiunse il primo posto nel Regno Unito nel dicembre 1982. Il loro primo album, “The Hurting”, fu pubblicato nel marzo 1983. In questo disco, e nel seguente, il tastierista e compositore Ian Stanley e il batterista Manny Elias furono considerati a pieno titolo membri della band. Il grande successo internazionale arrivò nel 1985 con “Songs from the big chair”, in cui la musica del gruppo si fece più raffinata e gli arrangiamenti più complessi. Nei testi i Tears for Fears criticarono aspramente il presidente Usa Reagan e il primo ministro inglese Tatcher per le loro politiche economiche e per la linea dura in politica estera contro il comunismo. L’album vendette oltre otto milioni di copie in tutto il mondo: i Tears for Fears erano ormai delle superstar internazionali. Per preparare il nuovo album si presero alcuni anni di ‘pausa’.
“The Seeds of love”, l’apice del duo
Dopo la grande affermazione internazionale i Tears for Fears, alzarono la posta delle ambizioni. Orzabal e Smith volevano comporre il loro album perfetto. Con “The Seeds of love” il duo raggiunse l’apice creativo con un disco di grandissima qualità. Già i costi della produzione furono elevatissimi: circa un milione di sterline. I Tears for Fears erano alla ricerca di un suono cristallino, profondo e immediato. Ci riuscirono grazie alla presenza del produttore Davide Bascombe e di un gruppo di musicisti straordinari. Per “The Seeds of love” furono chiamati Phil Collins, Manu Katchè e Chris Hughes alla batteria; Pino Palladino al basso, i chitarristi Robbie McIntosh, Neil Taylor e Randy Jacobs; Carole Steele e Luis Jardim alle percussioni; Jon Hassell alla tromba; Peter Hope-Evans all’armonica; Suzie Katayama al violoncello; al piano e alle tastiere Simon Clark, Nicky Holland e Ian Stanley. Gli arrangiamenti orchestrali furono scritti da Richard Niles. Inoltre grande risalto fu dato alle coriste Tessa Niles, Carol Kenyon, Nicky Holland, Dollette McDonald, Andy Caine, Maggie Ryder e su tutte la strepitosa Oleta Adams, eccellente cantante statunitense di soul, gospel e jazz. Con questo gruppo di stelle Orzabal e Smith composero una serie di brani di grande qualità come “Woman in chain”, “Standing on the corner of the third world” e “Sowing the seeds of love” che lanciati come singoli conquistarono le classifiche di tutto il mondo. L’album fu registrato in un tempo molto lungo: le prime session risalgono all’inverno del 1986 e si conclusero nell’estate del 1989. Ogni dettaglio produttivo, compositivo e strumentale non fu trascurato. Il risultato formale e sonoro doveva essere superiore al già eccellente “Song from the big chair”. “The Seeds of love” fu pubblicato il 25 settembre del 1989 ed ebbe un immediato successo internazionale. Orzabal e Smith si cimentarono con vari stili e linguaggi: dal pop raffinato al soul, al gospel, al jazz sino ad alcuni raffinati esperimenti come “Famous last word” in cui emerge la straordinaria tromba di Jon Hassell. L’album raggiunse il primo posto in Gran Bretagna, il terzo in Francia, il quarto in Nuova Zelanda, il quinto in Canada, Svezia, Germania e Italia, il settimo in Olanda, l’ottavo negli Stati Uniti e Nuova Zelanda. Conquistò cinque dischi di platino e tre dischi d’oro.