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lunedì, Luglio 22, 2024

Campo di Mare, partito il conto alla rovescia

I consiglieri Orsomando e De Angelis replicano al collega Nucci sulla questione Ostilia

Campo di Mare, partito il conto alla rovescia

Il prossimo 10 febbraio si terrà l’udienza per il fallimento del Gruppo Bonifici. Gli esponenti dell’opposizione pongono quesiti delicati e chiedono chiarezza.

 

di Alberto Sava

 

La questione Ostilia è al centro del nuovo scontro tra l’esponente di maggioranza Nucci ed i consiglieri di opposizione Orsomando e De Angelis. In primo piano la data del 10 Febbraio, giorno in cui si terrà l’udienza sul fallimento del Gruppo Bonifaci. Al lettore più distratto la replica di Orsomando e De Angelis al consigliere Nucci potrebbe suonare come una delle tante querelle della politica locale, troppo spesso fatta solo di parole. Questa volta non è cosi: i due consigliere di minoranza si rivolgono al collega della maggioranza sollevando questioni delicate e ponendo quesiti circa presunte responsabilità dei consiglieri comunali per le scelte e le decisioni prese sull’Ostilia dalla maggioranza Pascucci. Vista la delicatezza dei temi trattati, i due consiglieri di centrodestra assicurano che ogni parola scritta nel comunicato è stata prima opportunamente vagliata da loro consulenti legali. Nella nota Orsomando e De Angelis pongono domande riconducibili a presunti danni per la collettività e presunte varie conseguenze. In apertura della nota Orsomando e De Angelis prima avvertono “ Potremmo perdere tutti i soldi dei cittadini spesi in danno a Ostilia”.  E poi pongono alcune domande: “Lo sa il consigliere Nucci che la società Ostilia dopo il fallimento del gruppo Bonifaci che ne detiene il 98% corre rischi?”. La nota odierna arriva dopo che Nucci ha annunciato un ricorso al Tar da parte del Comune per rientrare delle somme sborsate per la realizzazione dei quattro lotti di illuminazione pubblica e per gli altri interventi realizzati dall’amministrazione comunale. Con il fallimento del gruppo Bonifaci, per i due consiglieri di opposizione, e la mancata introduzione del comune nelle procedure di fallimento (sede in cui avrebbe potuto chiedere il rientro delle somme) il Comune rischia di non vedere nemmeno un euro. “Lo sa il consigliere Nucci – proseguono i due consiglieri di minoranza – che avendo fatto un’azione solo in questi giorni (il 22 gennaio 2020) si rischia probabilmente di non avere l’esecutività necessaria per inserirci in un eventuale fallimento della società Ostilia?”. “Lo sa il consigliere Nucci che potremmo perdere tutti i soldi dei cittadini spesi in danno nei confronti della società Ostilia?”. “Ma lo sa il consigliere Nucci che la cifra di 661mila euro, di cui parla, è probabilmente la metà dei soldi che dobbiamo riavere dalla suddetta società?” “E il resto dei soldi da recuperare come pensate di giustificarli?”. “Perché non spiegate ai cittadini che per fare tutto in fretta e furia non siete probabilmente riusciti a reperire tutta la documentazione necessaria da dare all’ufficio legale del comune per richiedere la cifra totale che dovrebbe ammontare a oltre 1,2milioni di euro?” Dopo quest’ultimo punto interrogativo la nota sottolinea che Cerveteri  è una città ingessata sotto tutti i profili e che “il consigliere Claudio Nucci si esprime con parole dettate più dalla rabbia che dal ragionamento e tenta di buttarla in “caciara” mistificando la realtà dei fatti. Anche le mezze verità sono come l’olio e prima o poi vengono a galla per intere. Vede consigliere Nucci noi siamo consapevoli che è il Gruppo Bonifaci ad essere fallito e probabilmente, per il momento, non la soc. Ostilia (il Gruppo Bonifaci è proprietario per il 98% della stessa Ostilia e il 2% è rappresentato da una società, del medesimo gruppo, posta in liquidazione) ed è proprio per questo che siamo qui a parlarne visto come avete dimostrato di gestire l’interesse pubblico, malgrado i nostri molteplici avvertimenti avvenuti in tempi non sospetti. Cons. Nucci seguite pure le orme del vostrao“maestro” e proseguite pure con i vostri inutili “cinguettii” anche snobbandoci e offendendoci ma date delle risposte sincere. Perché, ad esempio, non spiegate ai cittadini che l’Ostilia è a rischio e raccontate come mai il primo vero atto per il recupero dei soldi spesi in danno alla Soc. Ostilia è stato redatto solo dopo la nostra lettera del 21 Gennaio 2020? E ancora. Perché non avete redatto nessun atto, a tempo debito, che oggi ci porrebbe in condizioni favorevoli di fronte ad un eventuale fallimento della soc Ostilia? Perché non spiegate ai cittadini che non avendo titoli esecutivi e/o ingiunzioni (che avreste dovuto fare già dai primi lavori in danno), si rischia di perdere tutte le somme dei soldi spesi in danno sostituendosi a Ostilia? Perché non spiegate ai cittadini come mai richiedete soltanto 661.000 euro circa quando, a quanto sembra, a noi risultano cifre di quasi il doppio? E per la rimanenza dei soldi che fate…? Perché non chiarite se risponde a verità che alcuni documenti e atti, utili a dimostrare l’esattezza delle cifre da richiedere, sono irreperibili ed è stata avviata, molto probabilmente, una ricerca nel nostro archivio sito in Pomezia? Ed ancora. Come mai avete archiviato documenti e atti utili per farci restituire i soldi?  Caro consigliere Nucci, noi lo sappiamo che per poter incardinare una causa per il recupero dei soldi spesi in danno occorre  avere le ordinanze, le determine, i mandati di pagamento e tutta la documentazione in “ordine”, ma sappiamo anche che se la vostra Amministrazione avesse provveduto, a suo tempo, al contestuale recupero ogni qualvolta veniva effettuato un intervento in danno a Ostilia come ad altri oggi, molto probabilmente, non solo non avremmo avuto la necessità di mettere in piedi un lavoro così impegnativo e costoso alla ricerca dei documenti “sperduti” ma forse non rischieremmo sia una montagna di soldi pubblici e sia, ovviamente, possibili Danni Erariali e/o ipotetiche ripercussioni per “culpa in vigilando” e quant’altro.  È chiaro che i sottoscritti seguiranno gli eventi, chiamando alle responsabilità tutti coloro che con grave negligenza, se appurata dai competenti enti, hanno contribuito a creare tale situazione”.

 

Redazione
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